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Maceo Plex spegne oggi 42 candeline ed in occasione del suo compleanno abbiamo deciso di ripercorrere i punti salienti della sua carriera ed i vari progetti musicali, che lo rendono tra i dj più versatili del panorama elettronico.

Maceo Plex, al secolo Eric Estornel, non ha mai avuto una sola direzione. La sua musica ha sempre seguito la sua passione senza farsi tante domande o aver la pretesa di fare troppo. A Maceo non manca certo l’onestà intellettuale di sapere che spesso il suo prodotto è ciò che intendiamo oggi per commerciale nell’elettronica.

Forse questa capacità di dare al pubblico ciò che vuole sentire, unita alla ricerca su differenti fronti e generi di musica, ha portato la costruzione di una personalità artistica molto ricca e poliedrica. Frutto di un percorso che parte da molto lontano e vede un cardine assoluto nella vita di Maceo: la passione sfrenata.

Maceo Plex nasce in Texas nel 1978 da una famiglia di origini cubane. Saranno proprio le sue origini e la musica che ascolta in famiglia a spingerlo sin da giovanissimo a sperimentare un approccio con la musica. Inoltre in adolescenza, la famiglia Estornel si trasferisce a Miami, città ricca di spunti ed influenze differenti.

Miami è fortemente caratterizzata dalla comunità cubana, soprattutto in quegli anni in cui, dopo il governo Castro, molti cubani arrivarono in massa nella città della Florida. Attorno a Miami orbitavano quindi sia le culture caraibiche e dell’America Latina che i primi esperimenti detroitiani.

Il giovane Eric si avvicina alla consolle soltanto a quindici anni, nel 1993.  Dopo aver assorbito la cultura musicale familiare entra in contatto con la scena new wave ed electro bass di Miami. Dopo questo primo impatto, gli idoli di Eric diventano presto le figure cardine di Detroit come Derrick May, Kevin Saunderson e Juan Atkins.

Proprio “Clear” dei Cybotron diventa la traccia che segna il punto di svolta che avrebbe portato al delinearsi del Maceo che oggi conosciamo. L’abbracciare della cultura techno lo porta a riconoscere i suoni che ama, senza dimenticare l’amore sia per la cultura originaria breakbeat funky, che per l’elettro.

Eric, sotto il nome di Eric Entity, comincia a frequentare attivamente la scena rave di Miami. Da una parte i Prodigy, dall’altra la cultura breakbeat segnano l’evolversi e lo sviluppo dei suoi set. In poco tempo riesce ad affiancarsi a figure come Plastikman e Green Velvet.

Ma è nel 1996 che inizia la vera storia di Maceo Plex. Esordisce come produttore.  Se in quegli anni il suono electro è dettato da figure come i Model 500 e Kenny Larkin, Eric vuole indagare nuovi strumenti. Inizia a sperimentare con degli innovativi moduli hardware, attraverso cui vedono la luce le sue prime produzioni.

La sua prima release avviene proprio con il primo alias Eric Entity nel 1999 su Illmatic Records. ” The Stuck like Chuck” è il primo Ep dove le influenze sono chiare. Ascoltando “Shock” si nota come il sound che svilupperà Maceo sia ancora totalmente lontano.

Sempre nel 1999 e sempre su Illmatic Records, esce un altro Ep, questa volta con lo pseudonimo di Tali Wackas. L’Ep “Uplift Drift” incomincia a prestare maggiore attenzione ai suoni di Detroit, e ad introdurre quegli elementi di una techno più dark che successivamente saranno presenti anche nelle produzioni più melodiche di Maceo Plex.

Questo diventa un momento fondamentale per formare una delle personalità artistica di maggiore valore: quella di Maetrick.

L’alias, al contrario dei due precedentemente nominati diventa un personaggio fisso, che compie e realizza quell’evoluzione verso un sound più tech house, meno legato alle origini di Eric ne ai suoi primi rave party.

Il sound nuovo strizza l’occhio alla tech house e trova spazio in etichette come Treibstoff e Chalant Music.  Il nuovo alias sposa un concetto futuristico della musica , introducendo quegli elementi funky e groove che sarebbero emersi e diventati la carta vincente con Maceo Plex.

Tra i lavori più convincenti di Maetrik è da citare l’Ep uscito su Immigrant nel 2002. “Enteryng the Cycle” è il manifesto di una traccia progressiva, con un ampio respiro, una linea base ed i primi elementi groovy che arricchiscono di nuove sfumature la musica di quel periodo.

Treibstoff, Iron Box, Mothership, Audiomatique diventano le principali label che appoggiano ed incentivano anno per anno le produzioni di Maetrik. Fino ad arrivare alle più recenti release su Cocoon che hanno definitivamente consacrato il lavoro di Maetrik.

In particolare l’uscita nel 2012 del volume “Maetrik live at Cocoon Ibiza” che costituisce un mixato ed una vera e propria lezione per gli amanti dell’alias di successo più longevo del disc jockey statunitense.

Nonostante ciò Maceo ha il tempo per dedicarsi anche ad un altro progetto che avrà un profondo impatto nella scena.

Mariel Ito è infatti il secondo pseudonimo che acquista fama e viene particolarmente apprezzato un secondo momento. Il nome, che deriva appunto da un momento importante nel passato di Eric, ossia dall’esodo dalla città di Mariel da parte dei cubani, è il racconto di quel Maceo nostalgico e legato alle proprie origini.

Mariel Ito ha la sua prima conferma nel mondo discografico con l’uscita di “My Cyborg Depths”, un Ep di 8 tracce che si riconcentra sull’universo electro e riprende anche la cultura dei primi anni ’90 drum’n bass di Miami, riportandola ad una dimensione più astratta e concettuale.

Da “Form Function” a“Torn&Reborn”, entrambe tracce contenute nell’Ep il sound più melodico di Maetrik scompare, lasciando spazio a elementi breakbeat e vocal digitalizzati. Il disco rappresenta la prima visione di Mariel Ito a cui seguiranno poi altri lavori che raccoglieranno il favore del pubblico.

Soltanto l’anno successivo, nel 2006 la sintesi delle due figure avviene nell’Ep “Data Addict”  sull’etichetta Affected Music. L’unione tra gli elementi vocal incomincia a gettare le basi per quell’efficacia ed immediatezza che porteranno alla figura di Maceo Plex. Il processo creativo è sempre più in evoluzione.

Senza dubbio il lavoro che rimane più impresso di Mariel Ito è però il disco uscito nel 2018 su R&S Records . Il disco diventa presto un masterpiece e le tracce rispecchiano un Mariel, questa volta contaminato dalla figura ormai preponderante di Maceo Plex.

Il caso di “Lovely” è emblematico. La traccia mantiene tutti glie elementi principali di ogni traccia di Mariel integrando melodie più scure e più caratterizzanti. Se il Mariel di dieci anni fa lasciava spazi ai bassi, il Mariel Ito dopo Maceo Plex restituisce l’efficacia di una traccia con protagonista assoluta la melodia.

Ma arriviamo alla figura più importante, quella conosciuta, quella che ha reso un’esplorazione all’interno di differenti universi un prodotto alla portata di tutti. Maceo Plex.

L’esordio discografico di Maceo Plex avviene sulla label Crosstown Rebels. Nel 2010 esce infatti “Vibe your Love”. Forse è proprio questo il disco che segna il cambiamento, spostando Maceo non più come un esploratore ma come un dj consolidato nella scena, che riempie club e festival.

Pochi anni dopo verrà fondata la sua etichetta discografica Ellum Audio, dove Maceo presenterà tutto il suo nuovo universo, investendo anche in pochi nuovi talenti. Rispetto ad altri disc jockey la sua scelta sarà sempre quella di dedicarsi poco alle collaborazioni, per preservare la sua sensibilità artistica.

Inoltre la nuova dimensione in cui Maceo opera lo porterà a compiere anche nuove scelte di vita, come quella di abbandonare gli Stati Uniti e di trasferirsi in Europa, in particolare a Valencia, dove tutt’oggi vive con sua moglie e suo figlio.

La dimensione europea, dove il clubbing ha senz’altro una dimensione culturale molto più evoluta che nel resto del mondo, diventa un nuovo stimolo per Maceo che incomincia a collaborare con etichette di grande spessore come Kompakt, Drumcode e Afterlife.

Nel 2017 fonda anche una seconda label, la “Lone Romantic” e arriva anche la residenza al Pacha di Ibiza con il suo format “Mosaic”. La nuova realtà e le tracce iconiche come “Conjure Dreams” o “Solitary Daze” arrivano dritte al pubblico diventando suonate e risuonate in qualsiasi situazione.

La fama diventa un’arma a doppio taglio, incatenando in parte la vera natura di Eric. Lui stesso ha dichiarato nelle ultime interviste, che nel momento in cui ritorna ai suoi suoni originari funky ed electro, la pista non lo recepisce. Maceo non si nasconde e sa benissimo che il successo ha il costo del sacrificare parte del suo background.

Oggi Eric oltre ad essere uno dei disc jockey più influenti è un padre ed un marito, e capisce bene che ciò che ha costruito gli permette una sua dimensione personale a cui è molto attaccato. Una cosa è certa: la sua riservatezza e la sua schiettezza hanno reso l’uomo al suo pubblico al di là dell’artista.

Vi lasciamo dunque con una sua boiler room. Buon ascolto e buon compleanno Maceo!