− one = five

In seguito al Covid-19, alcuni Paesi europei sembrano pronti a rilanciare eventi culturali e musicali. Ma cosa accadrà davvero?

Ritornare nella dancefloor? La Spagna ci ha dimostrato che nonostante il Covid-19 si può. Infatti, è firmato Primavera Sound il primo evento di musica elettronica, celebrato in Europa nel corso della pandemia globale.

L’evento che porta il nome di “Primacov” ha avuto luogo lo scorso dicembre, quando l’organizzazione ha riunito in nome della musica, circa 500 persone. adottando naturalmente tutte le opportune misure di sicurezza del caso. La notizia ha avuto un riscontro molto positivo, al punto da configurare il caso, come un esempio da seguire in tutto il mondo.

Il live celebrato al  Nitsa Club di Barcellona, ha dimostrato che nonostante il Coronavirus è ancora possibile promuovere musica, cultura e aggregazione sociale.

È bastato sottoporre i presenti ad un rapido test all’ingresso. Una volta verificata la negatività al virus di tutti i partecipanti si è potuto dare il via alle danze.

L’esperimento andato più che bene è testimoniato dal fatto che anche nei giorni successivi non si sono riscontrati contagi tra i partecipanti dell’evento.

L’iniziativa ha avuto luogo grazie alla collaborazione tra il Primavera Sound,  l’Ospedale Universitario Germans Trias i Pujol di Barcellona e la fondazione Fight against AIDS and Infectious Diseases.

Dopo la Spagna anche i francesi si preparano a fare un tentativo?

Tutti gli amanti della musica da circa un anno si svegliano ogni giorno con un chiodo fisso: poter tornare quanto prima nella dancefloor e cantare a squarciagola ai grandi concerti.

E se la Spagna ha dimostrato la fattibilità di questa iniziativa, ci sono altri Paesi europei che si preparano ad emulare la stesso tentativo. I prossimi sembrano i francesi, che hanno deciso di seguire le orme dell’evento spagnolo per organizzare un concerto a marzo o ad aprile.

La notizia arriva dopo le dichiarazioni della Ministra francese della Cultura, Roselyne Bachelot, che si è mostrata incoraggiata dall’esperimento spagnolo al punto da promuovere un incontro formale con i professionisti del settore artistico e culturale per verificare la fattibilità della cosa.

L’incontro, avvenuto nella prima settimana di gennaio, si è concluso con l’obiettivo di proporre in primavera un primo evento-test. Lo scopo non è solo quello di tornare a regalare emozioni a chi vive di musica: il principale obiettivo è quello di riuscire a trovare un modo per far ripartire l’intero settore. Dai grandi concerti, agli eventi nei club.

La necessità della ripartenza del settore si dovrebbe configurarsi come una priorità in ogni Paese. Ricordiamo che sono migliaia gli addetti ai lavori ritrovatisi momentaneamente, si spera, disoccupati.

Non è un caso isolato, ma un’incresciosa situazione che coinvolge tutti i club del mondo. Fatta esclusione per nessuno. Basta pensare che persino in Germania la riapertura dei club e la ripartenza degli eventi artistico culturali, sono state posticipate al 2022.

In effetti, studiare l’impatto delle misure di contenimento e prevenzione della diffusione di COVID-19 attraverso la promozione di eventi culturali, potrebbe essere un’ottima idea anche per gli italiani.

La risposta italiana alla crisi pandemica

In termini generali, l’Italia è uno dei Paesi su cui il Coronavirus ha avuto una maggiore incidenza. Questo vale per l’economia ma soprattutto per il numero di decessi correlati al virus. Vorremmo, però, soffermarci un attimo sull’industria musicale e su ciò che è accaduto dagli inizi del 2020 ad oggi.

Lo scorso maggio avevamo interrogato i rappresentanti di alcune note realtà della nostra scena elettronica, su quelle che potevano essere le proposte, le soluzioni e le speranze per il futuro del settore. Da lì è poi emerso un interessantissimo dibattito che ha posto in evidenza alcune falle del sistema e soprattutto, che ha riportato alla luce il quasi totale disinteresse politico per il nostro mondo.

Effettivamente sembrano lontanissimi i tempi in cui si restava a casa il sabato sera solo in caso di necessità. In un anno sono cambiate tante cose e ora siamo costretti a rimanere a casa anche di sabato sera, per proteggere noi e chi ci sta intorno.

Tuttavia, la crisi continua a mettere sotto pressione le speranze di tantissime persone. Nasce così Manifesto 2021. Un’iniziativa tutta italiana, promossa dagli addetti ai lavori per valorizzare la club culture italiana e ricordare al resto del mondo chi eravamo e chi cerchiamo di essere nella dancefloor, nonostante tutte le avversità.

Ma questa è un’altra storia che vi suggeriamo di leggere seguendo questo link. Intanto ci auguriamo che anche i poteri italiani prendano esempio dalla Francia, ma ancor di più dalla Spagna che ha annunciato proprio pochi giorni fa, di continuare a supportare cinema, teatri e tutte le attività di intrattenimento, con un protocollo economico sanitario specifico.

Non ci resta che attendere e sperare.