Si è conclusa venerdì scorso l’undicesima edizione dell’International Music Summit (IMS) di Ibiza: tre giorni di conferenze sulla musica elettronica che abbiamo seguito con aggiornamenti in tempo reale dal nostro profilo Twitter.

Come ogni anno, l’International Music Summit ha pubblicato il suo report su un settore che vale, oggi, oltre 7 bilioni di dollari ed è in lieve decrescita (-2%) rispetto all’anno passato. Dalle trentadue pagine del resoconto annuale (clicca QUI per leggere la versione integrale) è emerso che, al giorno d’oggi, si ascolta meno musica elettronica in Europa e in Nord America rispetto al recente passato, nonostante ricavi comunque crescenti.

Questo è dovuto ad un nuovo interesse per altri tipi di musica (pop o hip hop, ad esempio) o per produzioni che si situano al confine tra generi diversi.
L’Asia sembra essere, invece, un mercato in pieno sviluppo, soprattutto per il numero crescente di festival.

Si conferma il positivo andamento dei colossi digitali (Spotify e Beatport su tutti) e parallelamente si registra un ottimo risultato delle vendite di merchandising, come nuova frontiera del collezionismo.
Compriamo dunque meno dischi e più accessori disegnati o ideati dai nostri artisti preferiti.
Molti sono gli altri significativi numeri che emergono dall’analisi effettuata in questo International Music Summit 2018, ma ancora più interessante è l’attenzione rivolta all’area meno misurabile del settore: come stanno gli artisti, i fan, i locali e i festival? È questo un aspetto più difficile da tradurre in numeri, ma forse ben più importante per chi opera in questo mondo.

La regolamentazione dell’uso di sostanze stupefacenti è stata oggetto di molti dibattiti. Se il problema delle droghe esiste da sempre, quello che dobbiamo fare è incoraggiare una relazione più sana con esse, ha sottolineato Freddie Fellowes di Secret Garden Party.
Il rispetto per l’ambiente è un’altra affascinante area di sviluppo per l’intero settore. L’inquinamento generato dai festival o l’uso responsabile dell’acqua sono solo alcune delle sfide che gli organizzatori di eventi si trovano oggi a dover affrontare, come emerge dalla nostra diretta Twitter.

Infine, si è parlato molto in quest’edizione 2018 dell’International Music Summit delle problematiche relative alla salute mentale degli artisti, a cui, ad esempio, Remedy State cerca di rispondere, con una proposta di retreat creata appositamente per DJ e che ha luogo ad Ibiza appena prima dell’IMS. In merito a questo tema ci basti ricordare le tristi vicende degli ultimi anni, in cui artisti come Erick Morillo e Luciano hanno dichiarato apertamente di avere avuto dei problemi legati all’utilizzo e, soprattutto all’abuso di sostanze stupefacenti, che li hanno portati in uno stato di grave rischio per la propria salute e per la propria vita.

Ci troviamo, dunque, pienamente d’accordo con quanto Bradley Gunn Raver ha sottolineato nel suo emozionante intervento al Summit: “love, life and rave”.
La musica elettronica deve riflettere, innanzitutto, un sentimento di amore per la vita e promuovere un concetto di divertimento responsabile. Questa è, forse, la vera sfida per il futuro.

 

Stefania Trinchero