Quest’oggi vi presentiamo in anteprima “Burning Jack”, traccia estratta dal nuovo EP del duo The Analogue Cops, accompagnata da un’intervista in cui Lucretio e Marieu ripercorrono le tappe più importanti della propria carriera.

Con più di vent’anni di musica alle spalle ed esibizioni nei club più iconici della scena underground mondiale, i The Analogue Cops aka Lucretio e Marieu, sono sicuramente tra le figure più importanti del panorama elettronico del nostro paese. Dopo l’inserimento di “Good Words” prodotta da Lucretio all’interno dell’iconica compilation “Panorama Bar 02” curata da Tama Sumo, il nome degli Analogue Cops si è distinto per produzioni che, con uno stile unico e facilmente riconoscibile, hanno portato il duo ad essere resident del Tresor di Berlino, e a essere tra i primi italiani a essere invitati in una Boiler Room live. La discografia di Lucretio e Marieu vanta collaborazioni d’eccellenza come il progetto Parassela, che li vede protagonisti insieme a Blawan, l’alias Protectorate, che li ha inseriti nella discografia di Time Passages curata da Binh e, non ultime, le pubblicazioni su Timeless di Francesco Del Garda. 

Il nuovo EP che vi presentiamo quest’oggi sarà stampato su Diggers Society Records, label con base a Barcellona che all’interno del suo catalogo annovera produzioni di Francesco Farfa, Miki, Two Phase U, Luca Piermattei, Giuseppe Angeloro e molti altri artisti della scena underground internazionale.

La traccia che potete ascoltare in anteprima, “Burning Jack”, è parte dell’edizione speciale di CH In A Gypsy World che, oltre al vinile 12” contiene uno speciale 10” con due produzioni extra, “Burning Jack” appunto e “Yes Or Not”.

Ecco cosa ci hanno raccontato Lucretio e Marieu a proposito del loro ultimo lavoro.

Ciao ragazzi benvenuti su Parkett? Com’è iniziato il vostro 2026? Quali sono i progetti che avete in corso?

Lucretio – Il 2026 è iniziato bene, ci aspettano un bel po’ di uscite. La prima, questa su Diggers Society, è spaziale. Seguirà una traccia su un 10 pollici per Timeless che è a dir poco eccezionale. Stiamo anche lavorando al ritorno sulla nostra label, Restoration, con un EP che è pura dinamite, dopo una pausa dovuta ad un comportamento discutibile della nostra vecchia distribuzione. Personalmente nel 2026 pubblicherò anche uno split EP su Oblivium (insieme a Nicola Brusegan) e un altro EP sull’etichetta fiorentina Tropical Animals.

Marieu – Grazie mille a voi per l’invito. Il 2026 è iniziato molto bene. Come diceva Lucretio, dopo qualche anno di pausa dovuto a cause di forza maggiore, siamo felici di ritornare su Restoration, in occasione della release numero 26 della label. Siamo anche molto contenti di aver partecipato alla pubblicazione celebrativa dei 15 anni di Trend Records insieme ad artisti come DJ Rou, Alessio Collina e Deep88. Inoltre è uscita una nostra release su Diggers Society in doppio vinile, e nei prossimi mesi saremo presenti ancora su Timeless. Infine, una nostra traccia farà parte della compilation per i 10 anni di Off The Grid. Diciamo che il 2026 è iniziato alla grandissima per quanto ci riguarda.

Parliamo della release che presentiamo quest’oggi “CH In A Gypsy World”. Innanzitutto come nasce e da dove viene questo titolo?

Marieu – Il titolo deve restare segreto. È una piccola burla tra noi due….

Lucretio – Confermo, il significato è top secret. Possiamo solo dire che nasce da un episodio che ci ha fatto un po’ arrabbiare ma sul quale ci stiamo scherzando su…

Qual è il vostro modo di lavorare in studio? Come avete composto le tracce del disco? 

Marieu – Il nostro approccio in studio non è cambiato molto negli anni. Partiamo quasi sempre da un groove solido e da una linea di basso forte. Il resto si costruisce intorno a questi elementi, spesso utilizzando sample presi direttamente da vecchi dischi.

Sappiamo che non vivete più nella stessa città, ma siete separati da centinaia di km; la distanza ha un peso all’interno del vostro percorso creativo come duo?

Lucretio – Non direi, ci vediamo spesso, soprattutto grazie alla nostra residenza trimestrale al Tresor. Ogni 3 mesi vado a Berlino e Marieu suona spesso qui in Veneto: in questo modo abbiamo tempo di lavorare in studio sia durante i miei viaggi che durante i suoi. 

Marieu – In effetti anche se da qualche anno non viviamo più nella stessa città, non è cambiato molto il nostro modo di lavorare. Quando ne abbiamo la possibilità entriamo in studio e sviluppiamo le tracce insieme. A volte può capitare anche di lavoriamo a distanza, dividendoci alcune parti della produzione fino ad arrivare a una versione finale che soddisfi entrambi.

Nell’ultimo periodo siete stati molto presenti in release di grande rilievo internazionale per la scena underground, mi riferisco – tra tutte – alle tracce pubblicate su Timeless. Cosa vi lega e che rapporto avete con Francesco del Garda?

Lucretio – Con Francesco ci lega un’amicizia e una visione comune sulla ricerca di un suono che vada al di là delle mode e che resti nel tempo. Quando siamo insieme ci divertiamo sempre: c’è grande mutuo rispetto artistico, e per me questo è l’aspetto più importante.

Marieu – Sì, diciamo che con Francesco è stato tutto molto naturale. Prima di tutto, come dice Domenico: è un amico, poi un collaboratore. Per noi è importante avere il suo feedback sincero sul lavoro che facciamo in studio.

Parlando invece della vostra label, Restoration; abbiamo potuto apprezzare l’evoluzione del vostro suono attraverso il ricco catalogo dell’etichetta. Se vi guardate indietro c’è qualcosa che cambiereste? Ci raccontate come nasce Restoration? Riguardo al futuro invece: quale sarà il suono della label e quale obiettivo vi siete prefissati?

Marieu – Siamo molto soddisfatti dell’evoluzione sonora di Restoration negli anni. Guardando indietro non credo cambieremmo molto di quello che abbiamo costruito. La label è nata a Berlino nel 2007 quasi per caso. Eravamo molto giovani, non avevamo grandi aspettative né grandi risorse ma, release dopo release, il progetto ha iniziato a prendere forma. Oggi Restoration rimane soprattutto una piattaforma per condividere il nostro suono e la nostra visione. A breve pubblicheremo una nuova uscita che ci piacerebbe segni l’inizio di una nuova fase per la label.

Lucretio – Restoration per noi è una piattaforma per stampare la nostra musica senza dover scendere a (troppi) compromessi. Pubblichiamo principalmente la nostra musica e quella dei nostri amici, o di progetti con più persone. Non c’è un suono che ci siamo prefissati. Ci muoviamo da sempre tra Detroit Techno, House di Chicago, UK Garage e tutto quello che ci sta in mezzo o intorno. Diciamo che questo è il Sound Of Brenta. Se dovessi cambiare qualcosa invece, cambierei qualche scelta fatta a livello dei contratti fatti con i distributori.

Nel corso del tempo abbiamo imparato a conoscervi soprattutto per il vostro approccio diretto e senza filtri che trasmettete molto bene nelle performance live. Ultimamente invece, vi abbiamo visto ritornare anche ai dj set: da cosa deriva questa scelta? State preparando un nuovo live o, per il momento, vi esibirete soltanto in dj set?

Marieu – Prima di tutto siamo DJ. Il DJing è sempre stato il nostro primo amore e continuiamo a collezionare dischi. Quando suoniamo live cerchiamo sempre di proporre qualcosa di diverso. Non facciamo mai set preimpostati: ogni performance è unica. Stiamo anche lavorando a un nuovo live A/V più complesso che includerà una parte di coding. Ma parallelamente ai ai DJ set continuiamo a esibirci con il nostro live, soprattutto al Tresor, dove spesso siamo presenti sia come The Analogue Cops sia con il progetto Rage Therapy, orientato a una techno più veloce e senza uso di sample.

Lucretio – Non direi che siamo tornati così tanto al dj set; stiamo continuando a lavorare molto sul live, sia come The Analogue Cops che come Rage Therapy come sottolineato da Marieu

Oggi i The Analogue Cops sono più dj o più produttori? Come avete vissuto e come vivete questo dualismo?

Marieu – Secondo me i The Analogue Cops sono sia DJ sia produttori. Le due cose sono sempre andate di pari passo.

Lucretio – Anche io personalmente non l’ho mai vissuto come un dualismo. Produrre serve a portare avanti il tuo suono e la tua visione, quindi se produci hai più musica tua da suonare. Allo stesso tempo, produrre in studio è una palestra per il live set. Qualche anno fa pubblicare musica serviva anche a suonare di più, ma adesso sembra che funzioni di più mangiare avocado o fare i balletti con i labubu su tiktok… 

Il vostro rapporto artistico vi vede protagonisti ormai da quasi vent’anni, qual è il vostro segreto per un percorso così longevo?

Lucretio – Direi rispetto, amicizia e valori comuni e divertirci molto insieme.

Marieu – Aggiungerei anche che nessuno dei due ha un grande ego.

Avete trascorso parte della vostra vita e carriera in diverse città europee; qual è quella che più ha segnato la vostra crescita artistica e in che modo ha inciso?

Marieu – Quella che ha inciso più profondamente sulla nostra carriera artistica è sicuramente Berlino. È la città in cui abbiamo sviluppato gran parte della nostra identità musicale e dove siamo entrati in contatto con una scena elettronica molto viva e stimolante. Proprio a Berlino, nel 2007, abbiamo fondato la nostra label Restoration. La libertà creativa che si respira qui ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro percorso.

Lucretio – Sì, sicuramente Berlino: quando ci siamo trasferiti era molto vivace e stimolante,  abbiamo conosciuto grandi artisti che supportavano la nostra label e il nostro suono. Ovviamente suonare così spesso al leggendario Tresor ci ha dato una marcia in più.

Come vivete il mondo del clubbing e della musica elettronica attuale? Secondo voi si è perso il protagonismo della musica come forma d’arte, oppure l’attenzione e l’esposizione ai media e social network della scena underground rientra nell’evoluzione tecnologica che la nostra era sta attraversando?

Lucretio – Non penso sia cambiato più di tanto. Sicuramente i social network sono più influenti, le nuove tecnologie permettono a persone meno capaci di mettere a tempo due tracce e la musica elettronica è diventata più mainstream, quindi è più facile vedere cose imbarazzanti. Ma i party underground e la musica underground continuano a esistere e probabilmente nella stessa quantità in cui esisteva negli anni 90 o 2000. Se pensi a quanti ascoltavano Underground Resistance e a quanti “progressone da balera” o “trance da parco divertimenti” un po’ di anni fa…

Marieu – io credo che viviamo il mondo del clubbing e della musica elettronica con uno sguardo abbastanza realistico. La scena è cambiata molto negli ultimi anni e sicuramente oggi l’attenzione mediatica e il ruolo dei social network sono molto più centrali rispetto al passato. Purtroppo, in alcuni casi, questo può spostare il focus dalla musica verso altri aspetti più legati all’immagine.

Allo stesso tempo pensiamo che faccia parte di una naturale evoluzione tecnologica del nostro tempo. Ogni epoca ha i suoi strumenti e oggi i social sono semplicemente uno di questi. La cosa importante, secondo noi, è non perdere il contatto con la realtà, con la musica, con il club e continuare a scambiare idee. Per quanto ci riguarda viviamo tutto in modo molto diretto, partendo sempre dalla musica, dai dischi e dalle amicizie.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro di The Analogue Cops?

Lucretio – Più bass music e nuove performance live (audio-visual). È in cantiere anche un nuovo disco con Blawan come Parassela (magari un album). Mi auguro anche di poter vivere anche un po’ di pace dal futuro del mondo.

Marieu – Sicuramente nuova musica. Dopo un periodo più tranquillo stiamo tornando a pubblicare con continuità, sia sulla nostra label Restoration sia su altre label con cui collaboriamo. Nei prossimi mesi arriveranno diverse release e continueremo a lavorare a nuovi progetti in studio. In generale continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: produrre musica, suonare come DJ e portare avanti i nostri progetti con la stessa attitudine di sempre, senza forzature e seguendo semplicemente ciò che ci stimola di più in questo momento.

Il pre-order della nuova release dei The Analague Cops è già disponibile nell’edizione 12”+10” QUI e nella versione 12” QUI.