sixty two + = seventy one

È nata una campagna, promossa da vari artisti della scena club della capitale tedesca, al fine di farle conferire lo status di “Intangible Cultural Heritage”.

Rave the Planet è un’organizzazione no-profit, con sede a Berlino, creata da musicisti, artisti, raver, impresari, tra cui spicca il nome di Matthias Roeingh, in arte Dr.Motte, creatore della Loveparade. L’associazione è nata per promuovere lo spirito e la cultura della scena elettronica tedesca. La sua mission è diffondere la conoscenza riguardante l’impatto positivo che la techno e i club hanno avuto sulla città.

Sono diversi i progetti promossi da “Rave the Planet”, tra i quali vi è l’organizzazione di una nuova Loveparade, per l’anno 2022 (ve ne avevamo parlato QUI). Sicuramente il più ambizioso tra tutti è quello di fare riconoscere lo status di patrimonio UNESCO alla cultura techno berlinese. La volontà dell’associazione è quella di riuscire a garantire alla scena club e a quella musicale, legata ad essa, il riconoscimento di Intangible Cultural Heritage” (ICH – patrimonio culturale intangibile).

È stata lanciata dall’organizzazione, dunque, una campagna per far promuovere la candidatura dal governo tedesco. La petizione ha raccolto diverse firme, tra le quali spiccano nomi importanti e conosciuti, quali: Alan Oldham (DJ T-1000, nato a Detroit e berlinese di adozione), Peter Kirn, Ellen Allien, Dimitri Hegemann (Fondatore del Tresor) e lo stesso Dr. Motte.

L’obiettivo è quello di legittimare la forza storica e sociale che ha permesso alla capitale tedesca di unificarsi dopo la caduta del Muro, rappresentata dalla musica techno. Il riconoscimento dello status di patrimonio culturale mondiale darebbe valore alla scena, spesso giudicata superficialmente sulla base del suo sfrenato edonismo. Inoltre, garantirebbe accesso a finanziamenti pubblici e proteggerebbe i club dalle leggi di pianificazione urbana. Molto spesso, infatti, diverse strutture cittadine sono state costrette a chiudere, spinte dalla crescente ondata gentrificativa.

Non è la prima volta che un’operazione di questo genere viene proposta (e realizzata) a Berlino. Da maggio di questo anno, infatti, alcune venues storiche sono state riconosciute dalla municipalità come istituzioni culturali, al pari di teatri, musei e sale da concerto (ve ne avevamo parlato QUI).

Si vedrà se la proposta avrà riscontro e se l’UNESCO prenderà in considerazione l’istanza, così come sperano gli organizzatori. Normalmente vengono riconosciuti, da esso, movimenti musicali più di nicchia, quali: la danza mwinoghe malese, la cultura delle arpe irlandesi o l’opera tibetana. Sono state però ufficializzati di recente anche emanazioni culturali più conosciute quali, per esempio, il reggae giamaicano. Esiste, dunque, una speranza per la scena club tedesca.

Per sostenere la petizione QUI troverete il collegamento, mentre di seguito potrete vedere il video che la accompagna.