Claudio Coccoluto, per tutti semplicemente “Coccoluto”, è stato uno dei disc jockey più importanti nella storia della club culture italiana. Nato a Latina nel 1962, negli anni Ottanta e Novanta ha costruito una carriera capace di portare il suono dell’house e della musica da club italiana sui palchi più importanti del mondo, diventando uno dei pochissimi dj italiani ad aver conquistato un riconoscimento davvero internazionale. Storico resident del Goa Club di Roma e per anni protagonista delle serate del Cocoricò di Riccione, Coccoluto ha saputo unire un gusto musicale eclettico e raffinato a una capacità rara di leggere il pubblico e la pista da ballo, diventando un modello per generazioni di dj italiani. È scomparso nel marzo del 2022, lasciando un vuoto che la scena elettronica italiana porta ancora con sé. In questa pagina raccogliamo tutto quello che Parkett ha scritto su di lui nel corso degli anni.
Un maestro riconosciuto da tutti
La scomparsa di Coccoluto ha lasciato un segno profondo nella scena italiana, come raccontato da Parkett in Ciao Claudio, un ricordo scritto a caldo nei giorni della sua morte. A distanza di anni, il suo nome continua a essere celebrato: lo dimostra il racconto di Coccoluto Day, l’evento che ogni anno gli rende omaggio, e ancora di più il riconoscimento arrivato dalle istituzioni, raccontato in Roma dedica una piazza all’artigiano del suono Claudio Coccoluto, quando la città di Roma ha deciso di intitolargli uno spazio pubblico.
Le parole e la filosofia di un vero maestro
Al di là dei riconoscimenti, Coccoluto è stato soprattutto un pensatore della musica da ballo, capace di raccontare con parole semplici concetti profondi sul mestiere del dj. Lo dimostra l’intervista Claudio Coccoluto: “Siamo vestali della musica, guardiani dell’ascolto”, in cui il dj definisce con chiarezza il proprio ruolo e quello di tutti i selezionatori di musica, e ancora l’approfondimento Club Festival Commission: Claudio Coccoluto racconta il nuovo progetto, dedicato a uno degli ultimi progetti a cui ha lavorato in vita, pensato per sostenere e valorizzare la cultura dei club italiani.
Un punto di riferimento per intere generazioni
Il nome di Coccoluto ricorre spesso anche negli articoli che Parkett ha dedicato ad altri artisti della scena house italiana e internazionale, che lo citano come maestro, mentore o fonte di ispirazione diretta: dagli amici di sempre come Alex Neri e Dj Ralf, fino a colleghi più giovani cresciuti ascoltando i suoi set storici. Una conferma arriva anche da 180gr: la musica elettronica e i suoi ‘humans’ nel cuore dei mercati rionali, dove viene ricordato come “il compianto istrione” capace di aver segnato con la sua arte intere collaborazioni artistiche. Anche molte interviste che Parkett ha realizzato con altri dj e producer italiani, nel corso degli anni, tornano spontaneamente sul suo nome quando si parla delle radici della cultura club nel nostro paese: un segno di quanto il suo stile e il suo modo di intendere la professione siano diventati un riferimento condiviso, prima ancora che un ricordo personale.
Un’eredità che continua a vivere
Il ricordo di Coccoluto vive anche attraverso le testimonianze di chi gli è stato più vicino, come raccontato da Parkett in Claudio Coccoluto – il cassetto dei ricordi del figlio Gianmaria, un’intervista al figlio Gianmaria che, con il nome d’arte GNMR, oggi porta avanti a sua volta una carriera da dj e produttore, mantenendo viva la memoria del padre. Una conferma di quanto la figura di Claudio Coccoluto abbia segnato, e continui a segnare, la cultura della musica elettronica in Italia. Qui sotto trovate tutti gli articoli che Parkett ha dedicato a Claudio Coccoluto.
Tutti gli articoli su Claudio Coccoluto
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Roma dedica una piazza all’artigiano del suono Claudio Coccoluto.
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