sixty six + = sixty eight

Richie Hawtin annuncerà e pubblicherà “Time Warps”, il suo primo EP incentrato sulla pista da ballo da “Minus Orange” nel 1999.

Richie Hawtin è la storia di un fuoriclasse. O ancora meglio, il fuoriclasse. Ci son poche figure che mettono a tacere i detrattori con tre decenni di attività e di innovazione.

Richie Hawtin da Windsor, la città in Ontario a sud del Canada dove è cresciuto, ha fatto una strada che ha percorso gli Stati Uniti prima e l’Europa dopo. Senza mai dimenticare la sua città nativa a livello musicale, Detroit. Un ragazzo cresciuto a pane, Kraftwerk, Brian Eno e Jeff Mills.

Richie ha saputo fin da subito mettere una marcia in più, diventando il primo bianco a fare techno a Detroit. Ma andando molto al di là di ogni confine musicale, grazie anche alle sua conoscenze tecniche, che gli hanno permesso, nel corso degli anni, di creare software e strumentazioni per produrre la sua musica.

Tra i momenti fondamentali nella produzione musicale di Hawtin la fondazione dell’etichetta Plus 8 Records nel 1990 ha un posto nel podio. La label fondata con John Acquaviva diventa il luogo di nascita ed evoluzione di una nuova concezione di techno. I ritmi industrial incontrano l’acid house e delineano le prime sonorità minimal.

Da ““Approach & Identify” con l’acronimo F.U.S.E., singolo avveniristico della successiva evoluzione il cammino di Plus8 sarebbe stato costellato di successi. Da “Sheet One” a “Musik” , Plus 8 diventa una label iconica dell’evoluzione della techno ed il suo mix con le nuove sonorità minimal che diventano preponderanti nei primi 2000.

Da Plastikman a F.U.S.E. e Concept 1 Richie ha saputo raccontare tutte le sfumature dell’elettronica, rendendole al meglio grazie anche ai propri mezzi e a delle spiccate conoscenze tecniche. Ma nel 1999 esce sulla sua nuova label Minus “Minus Orange”, il passaggio di Richie dagli Stati Uniti a Berlino.

Il singolo rappresenta una nuova dimensione musicale. Ed è proprio da questo singolo che vogliamo partire per parlare del nuovo lavoro discografico di Richie.

Sì, proprio così. “Minus Orange” è stato l’ultimo EP pensato dichiaratamente per la pista da ballo. Il singolo aveva introdotto ai tempi la dimensione musicale su cui avrebbe viaggiato Hawtin su tutti gli anni 2000. Un minimalismo che elimina gli elementi della techno, lasciando l’essenzialismo melodico come unico protagonista.

Una traccia meno concept, più da dancefloor. Ed il ritorno che avviene oggi su From Our Mind, nuova estensione di Plus 8, ha un focus proprio su questi elementi. Le tracce, registrate in blocco che vantano una durata combinata di oltre 30 minuti, partono da questo punto, reinterpretate con gli strumenti del 2020.

“Time Warps” è una traccia che catalizza l’attenzione sul significato del tempo, rendendo un’atmosfera sfocata e dilatata nel tempo. Un ritratto musicale costruito sull’esperienza di questo anno rallentato dal Covid. I loop ingegnerizzati, figli dei nuovi strumenti elaborati da Hawtin, portano ad una nuova dimensione.

Il ritmo del nuovo Ep è pazientemente accelerato, in un ossimoro musicale che rivede un certo ritmo ipnotico e fluido.  Ma nell’Ep convivono diverse dimensioni, come quelle contenute nella traccia “Time Stands Still” che compongono lentamente un’atmosfera cupa e ricca di tensione emotiva.

 

Lo stesso artwork del disco rimanda ad un minimalismo concettuale. Il disco è una dichiarazione d’intenti verso una nuova dimensione e la celebrazione di un ritorno tanto atteso.

Durante l’ultimo periodo, in assenza di live e serate, che negli ultimi anni hanno rubato molto tempo a Richie il disc jockey canadese ha ridato un’attenzione ed un’evoluzione ai suoi alias e alle sue produzioni. Lo stesso ritorno con Plastikman è avvenuto lo scorso settembre, in occasione della sfilata di Prada.

Richie Hawtin non smette di stupire, neanche dopo trent’anni di carriera.