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Gli WhoMadeWho si raccontano su Parkett. Il trio danese nato da tre background diversi ci parla di come queste culture siano confluite in un progetto che ha un grande seguito a livello mondiale grazie alle loro performance live coinvolgenti.

 

Immaginate di uscire ed incontrare dei nuovi amici o conoscenti. Iniziate a parlare di cosa fate nella vita, quali sono i vostri interessi e la musica che ascoltate e dite: “a me piace la musica elettronica”. Molto spesso riceviamo in risposta una serie di preconcetti che vogliono che il nostro genere preferito sia solamente una successione di percussioni, beat, distorsioni e quant’altro.

Poi ci sono gli WhoMadeWho, la band di origine danese e base a Copenhagen che coniuga nei loro componenti tre stili e culture musicali diverse, evolute in uno stile di musica elettronica che ha il cuore, la voce ed un’anima. Proprio Pete Tong, presentando il trio danese formato da Tomas Høffding, Tomas Barfod e Jeppe Kjellberg nel corso dell’Essential Mix li ha descritti come una band specializzata in un’elettronica ‘emotiva’ suonata con dal vivo con strumenti musicali e da djing.

In effetti, la maggior parte dei testi degli WhoMadeWho denota una profondità ed una poetica quasi inaspettata da produttori di musica elettronica. Al momento della formazione della band, Jeppe era un chitarrista jazz, Tomas Barfod un batterista e percussionista legato al mondo della musica elettronica (ruolo che ha comunque mantenuto nell’attuale esperienza) e Tomas Høffding un cantante e bassista rock.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare gli WhoMadeWho i quali hanno trascorso gli ultimi due anni in modo molto intenso: oltre che per la pandemia, al ridursi delle restrizioni, il trio ha incominciato un tour mondiale incredibilmente vario, costellato da nuove release e successi e performance live da mozzare il fiato (e delle quali abbiamo parlato nel corso dell’intervista). Le risposte sono a cura di Jeppe Kjellberg.

 

Benvenuti su Parkett! E’ un grande piacere avervi come nostri ospiti. Come state?

Tutto bene. Siamo su un volo in direzione Miami.

Una domanda sulle vostre origini: gli WhoMadeWho nascono su tre elementi diversi. Il jazz rappresentato da Jeppe, l’elettronica/house rappresentata da Tomas Barfod e il rock rappresentato da Tomas Høffding. Come sono confluite insieme le vostre esperienze musicali? Esiste una ragione particolare legata alla scelta del vostro nome?

Siamo partiti con l’intento di suonare musica dal vivo in un contesto elettronico. Barfod voleva fare musica elettronica con degli strumenti acustici. Pertanto ci siamo divertiti molto a suonare con quel tipo di approccio e visione. Anche se non avevamo molto materiale per le mani, ci siamo divertiti moltissimo a fare delle lunghe jam-sessions nei clubs.

Quando abbiamo iniziato, pareva che tutte le persone fossero un po’ deluse dal mondo dei dj, quindi si sono mostrate più aperte alla nostra idea di sessioni improvvisate. Ora, dopo tanti album ci sentiamo un po’ al punto di partenza: siamo in un nuovo percorso stilistico nel mondo della musica elettronica. Con tanto materiale ed esperienza in più. Inoltre la domanda per le nostre performance live cresce e noi siamo pronti a sostenerla.

Ascoltando la vostra prima release, “WhoMadeWho” uscita nel 2005 possiamo riconoscere il vostro stile e provenienza incastrarsi alla perfezione con una base elettronica. Cosa vi ha portato ad adottare delle sonorità completamente elettroniche, tipiche della vostra produzione. Se doveste pensare ad un cantante o gruppo che vi ha ispirato, a chi fareste riferimento?

Siamo stati sempre ossessionati dai movimenti artistici di New York negli anni ’80. La base elettronica è stato lo stile che ci ha accomunati nel nostro inizio e sviluppo come band.

Per quanto riguarda i testi, abbiamo sempre cercato di creare arte e non testi pop. Le maggiori influenze le abbiamo avute dai testi di David Bowie, David Byrne e dai Talkin Heads.

“Every Minute Alone” è probabilmente una delle vostre prime produzioni più conosciute: è stata remixata dai Tale Of Us e Michael Mayer per Life and Death e Kompakt. Pensate che questo sia il momento ufficiale del vostro ingresso nel mondo dell’elettronica?

I remix di “Every Minute Alone” hanno fatto tanto per noi. Ricordo una conversazione con i Tale Of Us circa il nostro ingresso nel mondo del clubbing. Ma noi eravamo completamente ossessionati dai tour e dai live con strumenti acustici.

Sono rimasto scioccato quando ho ascoltato i Tale Of Us suonare il remix di “Every Minute Alone” ad Ibiza. Mi ha fatto capire che avevamo la nuove possibilità e strade davanti a noi, alcune delle quali molto interessanti…Ed è stato così che molti anni più tardi abbiamo incominciato ad esibirci in questa modalità ibrida combinando il DJ set con le performance live vicine al nostro mondo.

 

 

Nel 2014 avete accompagnato la cantante Arisa nella sua cover di “Cuccurucucu” del compianto maestro Battiato. Com’è stata l’esperienza ed il vostro approccio nei confronti di uno dei più grandi cantautori della musica italiana?

E’ stata un’esperienza surreale. Ci piace tantissimo provare cose nuove. Perciò quando Arisa ci ha chiesto di accompagnarla al Festival di Sanremo non potevamo dire di no.

Come si svolge una vostra sessione tipo di produzione? Cosa vi ispira nel comporre un testo o una nuova traccia?

L’ispirazione è ovunque. Noi utilizziamo di tutto: il nostro subconscio, snippets che captiamo dal mondo reale, emozioni insolute. Qualsiasi cosa possa funzionare. Siamo versatili.

Abbiamo prodotto musica in molti modi diversi, dal momento che ci piace esplorare nuovi territori sonori. Il meccanismo che funziona meglio è quello di creare una canzone basata su percussioni, bassi, synth, chitarra e programmazioni. Un ‘beat’, come nelle produzioni Hip-Hop.

Dopodiché io (Jeppe Kjellberg, ndr) e Tomas Høffding iniziamo a comporre una serie di vocal jams su questo beat sperando che si leghi bene. Facile? Non sempre. Di solito facciamo almento 20 canzoni prima di raggiungere un risultato accettabile. Può essere un lavoro duro, trascorrendo molti giorni senza ottenere risultati. Ma quando tutto sembra buio, spunta fuori un piccolo diamante. La perseveranza è la chiave di volta.

Live from Naestved

Dove si trova il vostro studio? Vivete tutti e tre a Copenhagen oppure lavorate in remoto? Quale, per ognuno di voi è lo strumento preferito che avete nel vostro studio di registrazione?

Tutti e tre siamo a Copenhagen, dove si trova anche il nostro studio. Abbiamo una marea di synth vintage nel nostro studio, dei quali lo Yamaha CS50 è il mio preferito o la mia Fender Jazzmaster del 1963. Sono due strumenti che mi piace portare in studio.

Nei tour spesso proviamo a editare beat o creare delle basi vocali. Putroppo raramente otteniamo un buon risultato perché lo studio è il nostro luogo creativo principale.

Riguardo il nostro album in uscita, “UUUU”, abbiamo lavorato con Frank Wiedemann alla realizzazione di “Silence and Secrets” nel suo fantastico studio di Berlino. Abbiamo inoltre consolidato il nostro rapporto con Rampa, il quale è stato una grande fonte di ispirazione per la produzione dell’album.

 

Parliamo di tempi più recenti. Il 2021 è stato un anno incredibile per voi dal punto di vista delle performance: come è stato per voi suonare nel Sito di Abu Simbel, patrimonio dell’Unesco per Cercle? Cosa significa portare un ‘suono moderno’ nei luoghi che sono stati culla della civiltà antica? Cosa ci potete dire inoltre dell’esibizione a Næstved sotto l’installazione di Bjarke Ingels? In tal senso quali sono i posti che vi hanno lasciato senza fiato?

Non ci siamo mai fermati durante la pandemia e siamo entrati velocemente nel giro dello streaming. Dal momento che tutti i nostri live sono stati cancellati a data da destinarsi, dovevamo fare qualcosa di alternativo per non deprimerci.

Quando il collettivo di Cercle ci ha invitato a suonare su di un relitto al largo delle Bahamas, eravamo prontissimi. Ci mancava davvero tanto suonare ed esibirci e proporre la nostra arte. Purtroppo quell’evento è stato cancellato per il cambio delle regole sull’isola, quindi abbiamo dovuto cambiare location.

Cercle ha proposto luoghi diversi, e quando hanno citato il tempio di Ramses II eravamo eccitatissimi. Una volta lì, sono rimasto senza fiato davanti al tempio. Ho avvertito un senso di riverenza e paura durante la performance. Il ministro del turismo egiziano (e forse Ramses e Nefertari) ci osservavano. Penso che alla fine siamo riusciti a rispettare il luogo oltre che a promuovere la magnificenza dell’Egitto. Allo stesso tempo abbiamo creato un evento fortemente emotivo per milioni di persone in giro per il mondo.

Lo streaming di Næstved, città natale di Barfod, è stato molto più rilassato sinceramente. Infatti puoi sentirci più vivaci dal momento che ci sentivamo a casa. Ci siamo sentiti meglio nel fare qualcosa di più danese. Sotto lo “Skum” di Bjarke Ingels, i mulini a vento e la bellissima campagna danese come sfondo, ci siamo sentiti più al sicuro.

Il vostro outfit è un altro punto di forza dei vostri live. Lo scegliete voi o avete il supporto di qualche consulente d’immagine?

Ci siamo sempre divertiti nel vestirci per i nostri live. Ci sembra di attrarre il pubblico con delle idee più visual e ci piace metterci in gioco in un contesto del genere.

Picture by Sasha Charoensub

Com’è stata la vostra performance dopo la riduzione delle restrizioni? Cosa avete provato voi e che energia vi è arrivata dal pubblico?

Ho contratto il Corona Virus subito dopo l’inizio della pandemia e sono stato male per circa sei mesi. Dopo qualche mese io e Tomas Barfod siamo andati in un posto chiamato Lago Rosa in Ucraina, attualmente occupato dai russi purtroppo.

Arrivare in quel posto e sentire l’affetto della folla mi ha fatto ricordare la potenza della musica. Potevo sentire letteralmente l’energia che arrivava dal pubblico. Questa esperienza mi ha aperto gli occhi e mi ha aiutato a recuperare. Ora sto cercando di restituire tutte queste energie ai miei amici che sono in Ucraina, dal momento che ne hanno bisogno più di chiunque altro adesso.

Recentemente avete rilasciato “Abu Simbel” e “Summer”. Faranno parte di un nuovo album? State lavorando su altre tracce o ascolteremo finalmente un album degli WhoMadeWho?

Sono davvero felice che me lo stia chiedendo. Abbiamo da poco rilasciato un nuovo singolo intitolato “UUUU” che è la title track del nostro nuovo album in uscita il 27 maggio.

Grazie per essere stati in nostra compagnia oggi e speriamo di ascoltarvi presto in Italia!

Grazie a voi, è stato un piacere.

 


ENGLISH VERSION

 

WhoMadeWho are today’s Parkett special guests. The danish band, born on three different backgrounds, tells us how these three pillars merged in a project that has a worldwide success thanks to their captivating live performances.

 

Imagine you are going out and meet some new people. You start talking about your life, job, hobbies and the music you listen to and you say: “I listen to electronic music”. Often, the reply is a series of clichées linked to the electronic music as a series of beats, synths etc.

And there are WhoMadeWho, the danish and Copenhagen based band that merge in their members three different styles, musical cultures evolved in an unique way of doing electronic music with heart, voice and a soul.
Pete Tong introduced them during their Essential Mix as a band known for their hybrid dj sets, specialized in emotive electronic music played on live instruments and dj gear.

Indeed, when you listen to WhoMadeWho lyrics you can feel and hear an unespected intensity and a poetic from electronic music producers. At the moment of their first step as a band, Jeppe was a jazz guitar player, Tomas Barfod a drummer and percussionist for the electronic music (he is still keeping this ‘role’) and Tomas Høffding a singer and rock bass player.

We have had the pleasure to interview WhoMadeWho, that spent last two years in a very intense mood: beyond the pandemic, when restrictions have been eased, the band started an incredible and varied worldwide tour, filled up with new releases, hit and breath-taking life performances (also mentioned in the interview). All the replies are by Jeppe Kjellberg.

 

 

 

Hi guys, welcome to Parkett! It’s a great pleasure to have you here with us today. How are things?

All good. Sitting on a plane on the way to Miami.

Let’s start from the beginning: WhoMadeWho was born on three different pillars. The jazz one represented by Jeppe, the electronic/house represented by Tomas Barfod and the rock represented by Tomas Høffding. How did you meet up and what brought you to start this musical journey together? Is there a particular meaning under the name “Whomadewho” you have chosen?

We started the band out of a vision to do live-music played in an electronic environment. Barfod wanted to do electronic music played by acoustic instruments. So we had a lot of fun playing around based on that vision. Even though we didn’t really have a lot of material we would do long epic Jam-sessions in Clubs all over the place.

When we started it felt like the whole electronic circuit was a little fed up with DJs at the time. So people where open to our improvised club jams.
Now many albums later we kind of find ourselves in the same situation. Being on a new more electronic path still in the electronic world. With a lot more materiale up our sleeves and new levels of performing. The demand of our live performance is rising a lot, and we are ready for it.

Listening to your very first release from 2005 “WhoMadeWho”, we can feel your background or pillars mentioned above is brilliantly matching with an electronic bassline. What did you bring to embrace a fully electronic sound, typical of your composition? If you can appoint a singer or a group that inspires your musical journey, who would it be?

From the start we where obsessed with thew start 80ies art scene of New York. The electronic playfullness here was our common ground for developing as a band.
In terms of developing vocals we focused on making Art not pop songs in the traditional sense.  Heavy influences by Bowie and the likes of David Byrne of the Talking Heads.

“Every Minute Alone” is one of your first best-known songs from the first productions: it has been remixed by Tale of Us and Michael Mayer for the Life and Death Label and Kompakt. Do you consider that moment your official entry into the electronic scene?

The Remixes of “Every Minute Alone” did a lot of good for us. I remember conversations with Tale Of Us about our possibilities in the Club world. At that time didn’t understand, since we were so obsessed being a touring proper Live-Act with drums bass guitars etc. It kind of shocked me to see Tale Of Us performing their remix of “Every Minute Alone” at a later time in Ibiza. It made me realise that we had the possibility of opened up some new and interesting path…. Still it was many years later in our career we started doing these DJ Hybrid sets combining the 2 person DJ-set with elements from our live-world.

In 2014 you participated in a duo with Italian singer Arisa, covering Battiato’s “Cuccurucucu”. How was this experience and the approach with one of the most influential and beloved italian composer?

Out of this world experience. We always love to try new things. So when Arisa asked us to join here in that legendary Italian Song Contest we where too curious to say no.

How is your typical musical production session? What inspires you to write a new vocal or produce a new song?

Inspiration is everywhere. We basically use everything. Our subconscious, snippets from reality, unsolved emotions. Whatever works. We are versatile. We have been making music in countless different ways, since we like to explore new territories.
Yet our basic most well-functioning method is to create an instrumental landscape for a song based on drums bass synths guitars and programmings. A “beat”. Llike in Hip-Hop production. After making the beat, Tomas Høffding and I will do a bunch of vocal-jams on top and hope that some of it sticks. Easy ? Not always. We normally throw out approximately 20 songs before making a decent song. It can be hard work. Spending numerous days in there with no outcome, and then when everything seams most dark, a little diamant pops out.
Consistency is key.

Where is your studio located? Are you all three based in Copenhagen or do you usually work remotely? Which, for each of you, are the favorite producer instruments that you have in your studio?

We are all located in Copenhagen. That is also where our studio is. We have loads of awesome vintage synth there like the Yamaha CS 50 which might be my favourite, or my Fender Jazzmaster guitar from1963. Two instruments I keep returning to in the studio.
On tour we often try editing beats or creating ideas for vocals. But very rarely it is fruitful. Studio time is the prime creative place. On our up-coming album UUUU we worked with Frank Wiedeman in his amazing studio in Berlin, on songs like Silence and Secrets. On the whole album we especially consolidated our connection to Rampa from Berlin, who has been a big inspiration and help in the production of the album.

Picture by Sasha Charoensub

Let’s talk about most recent times. 2021 has been great from the performances point of view: how did you feel playing in the World Heritage Site of Abu Simbel for Cercle? How is bringing a ‘modern sound’ in a place where the human history and culture flourished? What about Næstved with Bjarke Ingels’ installation? In that sense which are the places where you performed that left you breathless?

We got extremely restless during Corona, and where very quick to enter the streaming business. Since our live performances all got cancelled for an uncertain period of time we had to do something to avoid depression. When the French production company Cercle invited us to play on top of a famous Shipwreck in the Bahamas we were all ready for it. We reeeeally missed performing and doing our art. That event unfortunately didn’t happen due to changed policies on the Island, and so we had to change the location.

Cercle pitched different locations, and when they mentioned the Egyptian mysterious temple of King Ramses the 2nd we got extremely excited and decided on doing that asap ! When they day occurred for the performances I was struck by the mythical power of the Temple. Felt extremely humble and bit afraid during the performance actually. The Egyptian ministry of tourism (and maybe even Ramses and Nefertari) was keeping an eye on us. In the end i think we succeeded in being respectful to the place and helped promoting the awesomeness of Egypt.  While at the same time creating an event / emotional outlet, for millions of people being stuck in their homes.

The streaming in Næstved which is the hometown of Tomas Barfod was more relaxed honestly. You can feel us being more lively and playfull there, since we are literally on home turf. Felt good to do something more danish. With the Bjarke Ingels “Skum” installation danish windmills and the beautiful danish countryside as our Canvas we felt super safe here.

 

Your outfit is another great feature of your live performances like above. Is it your own choice or do you have some styling consultancy or support for that?

We have always enjoyed dressing up for the stage. So we seam to attract people with visual ideas. We love to get pushed into new directions like that.

How was your first performance after the pandemic restriction release? Which were your feeling and what did you feel coming from the audience?

I was sick from the first Corona round and was suffering for almost half a year. After some months, Tomas Barfod and I went to a place called pink lake, wave point in an area in Ukraine which is now an area occupied by russia sadly. Arriving to that place and experiencing the loving energy of the crowd reminded me of the blessed healing power of music. I could physically feel the energy coming back to my bones at that point. It was an eye opener for me and helped me regain my strength. Now I am trying to send all of those energies back to my friends in Ukraine since they need that heeling more than anyone.

Your latest two releases are Abu Simbel and Summer. Will they be a part of an upcoming album? Are you working to release single tracks or maybe in the next year we will listen to a new album from Whomadewho?

I am very happy that you ask. We just released a new single called “UUUU” and it is the title track of our album that is coming out on may 27!!

Thanks for being with us today and we hope to see you also in Italy as soon as our concert restrictions will be removed or eased! Take care.

My pleasure.