Il 28 febbraio 2026 esce “Kollixù EP” di Matraxia su South Signatures Records, etichetta fondata da Raffaele Attanasio. In anteprima presentiamo “Subform (SLV Remix)”: una rilettura che ristruttura l’originale dall’interno.

Il remix di SLV, in Premiere oggi su Parkett, si inserisce in quella linea della techno contemporanea che privilegia controllo, precisione e continuità energetica rispetto all’effetto spettacolare. Attivo dal 2011 e residente a Berlino, Salvo Castelli ha costruito negli anni un profilo riconoscibile all’interno della scena europea, sviluppando uno stile essenziale e rigoroso, in cui ogni elemento è funzionale all’equilibrio complessivo del brano e alla sua resa in pista.

Il suo approccio evita l’eccesso e lavora invece sulla definizione delle frequenze e sulla gestione millimetrica della dinamica, caratteristiche che emergono con chiarezza in “Subform (SLV Remix)”, dove il kick rimane profondo e asciutto ma il baricentro timbrico si sposta verso le medio-alte, aprendo lo spettro e rendendo la struttura più ariosa senza perderne la tensione.

Le texture acquistano nitidezza, gli hi-hat si fanno più serrati e presenti, costruendo una trama ritmica che genera una compressione costante e una pressione progressiva, mai affidata a un drop teatrale ma sostenuta da un flusso continuo che accompagna il dancefloor senza strappi. È un lavoro di riallineamento sonoro, in cui la sottrazione diventa strumento di definizione di un sound preciso e costruito con pazienza. Puoi ascoltarla in anteprima qui

South Signatures Records si muove in questo territorio con coerenza. La visione di Raffaele Attanasio ha costruito un’identità riconoscibile: solidità ritmica, densità timbrica, centralità della funzione in pista. La durezza nasce dalla progettazione del low-end e dalla gestione delle percussioni, non dall’eccesso di volume.

L’originale di “Subform”, firmato da Matraxia nel “Kollixù” EP, si muove invece lungo una direttrice più compatta e densa, con un low-end dominante che occupa lo spazio in modo pieno e avvolgente, quasi monolitico. Kick e sub lavorano come un unico corpo sonoro e la tensione nasce dalla stabilità strutturale, dalla ripetizione controllata e dalla solidità del groove, più che da variazioni dinamiche evidenti.

Il dialogo tra queste due versioni riflette bene l’evoluzione della peak-time techno negli ultimi anni, sempre meno interessata alla logica del drop come momento risolutivo e sempre più orientata verso una costruzione orizzontale dell’energia, fatta di griglie serrate, basse frequenze dominanti e texture metalliche compresse che definiscono una grammatica condivisa, che trova spazio nella visione di South Signatures Records attraverso scelte radicali e decise.