Nel panorama dell’elettronica contemporanea, Daniel Avery occupa una posizione singolare: quella di un artista che ha attraversato la club culture senza mai rimanerne prigioniero, trasformandola in un linguaggio aperto, capace di dialogare con il rock alternativo, l’ambient, lo shoegaze e le pratiche dell’album d’autore.
Con “Tremor (Midnight Versions)”, in uscita il 6 marzo 2026 su Domino Records, Avery compie un gesto coerente: dà una seconda forma al suo lavoro, quasi fosse una partitura notturna, pensata per vivere nel buio, nella sospensione del tempo e nello spazio fisico della pista.
Daniel Avery (classe 1986) è un produttore e DJ inglese cresciuto a Bournemouth, attivo da oltre quindici anni nella musica elettronica. Inizia come DJ sotto l’alias Stopmakingme, muovendosi tra dance, post-punk ed elettronica nei club di Londra, prima di pubblicare il suo primo album “Drone Logic” nel 2013, considerato un punto di riferimento della techno contemporanea.

Nel corso degli anni ha esplorato territori più ambientali (“Song for Alpha“, 2018), più meditativi (“Love + Light“, 2020) e più collaborativi (“Tremor“, 2025), mantenendo sempre una forte relazione con la club culture e la pista da ballo.
Ma Avery non è mai stato un producer lineare. La sua traiettoria si muove per scarti, deviazioni, assestamenti improvvisi. Formatosi tra club londinesi, post-punk e cultura rave, ha costruito un percorso che parte dall’urgenza della pista e approda a una forma di scrittura elettronica complessa e stratificata. Il suo album di debutto “Drone Logic” (2013) è oggi considerato uno dei dischi techno più influenti degli anni Dieci, capace di ridefinire il rapporto tra ipnosi ritmica e psichedelia.
Da allora, Avery ha progressivamente spostato il proprio asse: prima verso un’elettronica introspettiva, poi verso un minimalismo luminoso, fino ad arrivare a “Tremor”, il suo progetto più ambizioso e collettivo.
“Tremor”: l’album di riferimento (autunno 2025)
Il disco “Tremor“, pubblicato nel 2025 da Domino Records, rappresenta un momento chiave nella carriera di Avery: un lavoro in cui l’artista di Drone Logic si apre alla collaborazione con musicisti provenienti da generi affini al rock, allo shoegaze e all’indie, inclusi nomi come Alison Mosshart (The Kills), Walter Schreifels (Quicksand / Rival Schools), bdrmm, Cecile Believe, Julie Dawson (NewDad), yeule, Art School Girlfriend, yunè pinku ed Ellie.
Si tratta di una vera integrazione di voci e sensibilità differenti, che si innestano con naturalezza. Il disco è mixato da Alan Moulder (Smashing Pumpkins, Nine Inch Nails) e David Wrench (FKA twigs, Frank Ocean), e masterizzato da Heba Kadry – tre figure chiave della produzione alternativa contemporanea.
L’ingresso di Avery nel catalogo Domino Records – etichetta di riferimento per artisti come Burial, Jon Hopkins, Four Tet e Arctic Monkeys – sancisce il suo passaggio definitivo dallo spazio della techno di culto a quello dell’album come forma artistica piena.

Tremor fonde l’elettronica di Avery con elementi di ambient, shoegaze e rock, creando un linguaggio composito che guarda oltre le convenzioni del club tradizionale. È un album che si muove tra la pista e la narrazione, tra il gesto collettivo e la forma lunga, ponendosi come esempio di un’elettronica post-genere, aperta alla contaminazione.
Perché Midnight Versions è significativo
Con “Tremor (Midnight Versions)” in uscita il 6 Marzo, Avery riformula completamente l’album originale, ridisegnandone l’architettura ritmica e la forma per la pista: versioni calibrate per la notte profonda, con groove, struttura e tensione pensati specificamente per il club e il suono dal vivo.
È un ponte tra la visione collaborativa e sonora di Tremor e la lunga tradizione di Avery come DJ e creatore di set intensi. Le tracce sono più esplorative, estese, orientate al movimento fisico dell’ascoltatore, nelle ore più buie e intense dell’esperienza da club.
Avery stesso ha definito queste versioni “club edits aimed squarely at the strobe light”: reinterpretazioni fisiche, pensate per lo spazio reale della danza, con una gestione del tempo che privilegia la trance rispetto alla forma canzone. È qui che il concetto della “seconda partitura” si fa evidente: se Tremor era il corpo, Midnight Versions ne è l’ombra. In questo senso, Midnight Versions funziona come un secondo album parallelo: Tremor è la versione da ascolto, questa è la versione da pista, il lato notturno di una materia già densa e condivisa.
Le prime tracce pubblicate, “Rapture in Blue (Midnight Version)” e “Greasy Off the Racing Line (Midnight Version)“, mostrano chiaramente la direzione del progetto: bassi più profondi, ritmiche più scavate, tensione crescente. Il tutto senza sacrificare la profondità emotiva che caratterizza il lavoro di Avery.

Tracklist completa – Tremor (Midnight Versions)
Tutte le tracce dell’album Tremor vengono qui rielaborate nella loro veste Midnight, più oscura e orientata al club.
- Greasy off the Racing Line w/ Alison Mosshart
- Neon Pulse
- I Feel You w/ Art School Girlfriend
- New Life w/ yunè pinku
- Tremor
- Rapture in Blue w/ Cecile Believe
- The Ghost of Her Smile w/ Julie Dawson
- In Keeping (Soon We’ll Be Dust) w/ Walter Schreifels
- A Silent Shadow w/ bdrmm
- Haze w/ Ellie
- Until the Moon Starts Shaking
- A Memory Wrapped in Paper and Smoke
- Disturb Me w/ yeule
Tra i momenti più incisivi vale la pena citare “A Silent Shadow”, in cui la collaborazione con bdrmm diventa un drone liquido che si espande nel tempo, e “Disturb Me”, dove la voce di yeule viene frammentata e ricomposta in un collage sonoro che sembra oscillare tra sogno e angoscia.

La dimensione live
L’uscita dell’album coincide con una residenza di quattro settimane al Phonox di Londra, ogni venerdì di marzo: un laboratorio aperto, in cui Avery testerà le versioni notturne del materiale, riportandole nella loro dimensione originaria, quella del dancefloor.
A queste si aggiungono due date live a Glasgow e Dublino, per poi proseguire a livello mondiale.
La dimensione Midnight Versions è decisamente pensata per la scena club e live internazionale. L’annuncio segue il sold-out del suo show alla Barbican di Londra nel novembre scorso, dove Avery ha combinato elettronica e band in un live definito “dancefloor oblivion”.

Il processo creativo
Avery ha concepito Tremor come uno studio aperto, uno spazio in cui collaboratori di background diversi hanno portato idee e contributi direttamente nel cuore del disco. Questo approccio collettivo è alla base del funzionamento di Tremor e, di conseguenza, anche di Midnight Versions, che ne rappresenta una seconda articolazione, più scura, più fisica, più essenziale.
Non è un caso che Avery abbia deciso di remixare tutto da solo. Questo non è un remix in outsourcing, è un gesto autoriale completo, dove l’artista riscrive sé stesso alla luce (o meglio al buio) della notte.
Tremor (Midnight Versions) è una ridefinizione dell’opera originale per un contesto diverso: quello del suono intenso, prolungato e fisico della notte. È una dichiarazione coerente con l’evoluzione di Daniel Avery, che ha saputo muoversi dagli spazi underground dei club londinesi ai palchi e alle residenze internazionali con una visione aperta, stratificata e profondamente contemporanea.
È la versione notturna di un’opera che nasce alla luce del giorno e trova nella pista il suo completamento naturale. Una seconda partitura che, come un’eco sommersa, torna a pulsare quando le luci si abbassano e la notte ricomincia.

