thirty − = twenty five

La scena minimal ha un nuovo talento: Dimmish. Il giovane Dj si è fatto soprattutto notare negli ambienti dell’underground minimal e della tech house grazie ad un sound ed uno stile innovativo, in grado di appassionare chiunque.

Dimmish ha studiato ottenendo dapprima il diploma presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale in fonica e tecnologie musicali, per poi intraprendere la strada della produzione musicale. L’utilizzo di sintetizzatori analogici lo hanno spinto a sperimentare sempre più fino a trovare un proprio suono ed un proprio immaginario musicale.

Dalla fine del 2018, Dimmish è costantemente nella top100 di Beatport: un enorme traguardo che fa di lui uno degli artisti più promettenti dell’attuale generazione. Un altro importante traguardo è stata la nascita della sua etichetta DENSER.

Le prime due release Make it Happen e Fever raggiungono contemporaneamente i primi due gradini della top100 “Minimal/Deep Tech” di Beatport. Il 24 settembre 2021 il DJ ha rilasciato il suo nuovo EP Boozeman, contenente i due singoli “Boozeman” e “Neverland“.

Abbiamo intervistato Dimmish per ripercorrere alcuni momenti fondamentali della sua carriera: il giovane talento italiano si conferma un astro nascente del clubbing.

Dimmish

Ciao Dimmish, benvenuto su Parkett! Negli ultimi anni ti sei fatto conoscere grazie ai grandi traguardi ottenuti. Facciamo un passo indietro, com’è nata la tua passione per la musica? E il tuo amore per la console?

Sono appassionato di musica elettronica da sempre. Durante gli anni delle superiori ho iniziato a creare dei remix e a sperimentare il lavoro del dj con una console compatta. Quello che mi affascina è il momento della creazione e la successiva riproduzione della musica dal vivo: li considero due momenti complementari. Almeno per me, il lavoro di produttore e disc-jockey sono sempre andati di pari passo.

Dimmish

Com’è essere al primo posto della classifica Beatport per la categoria “Minimal/Deep Tech”?

Ho sempre sperato di poter lavorare nel mondo della musica; nonostante la pandemia abbia messo a dura prova il settore, proviamo ad andare avanti.

Sono al primo posto per le vendite annuali nella categoria “Minimal/Deep Tech”, ma quando sono in studio non tengo molto conto del genere musicale. Piuttosto cerco di realizzare d’impeto quello che ho in mente e poi modellarlo in base a quello che è il mio percorso musicale, direi molto minimal oriented.

Poker Flat di Steve Bug ha avuto una grande influenza sui miei gusti: anche se non proponiamo lo stesso filone musicale, continuo ad apprezzarla molto.

Quali sono i tuoi grandi punti di riferimento del passato in ambito musicale?

Ci sono pietre miliari dell’house music come Kerri Chandler, Larry Heard, Frankie Knuckles, Louie Vega, ma anche Dj italiani come Claudio Coccoluto o come Dj Mozart (al secolo Claudio Rispoli) – tanto per citarne alcuni. Ognuno di loro resta sicuramente un riferimento fisso per me.

Nel panorama attuale mi piace l’idea di clubbing del Fuse London gestita da Enzo Siragusa, con il quale ho spesso modo di collaborare attraverso la label/evento LOCUS.

Dimmish

A livello nazionale (e non) ci sono poi artisti con cui vorresti collaborare in termini di produzione musicale?

Ci sono moltissimi artisti che mi piacciono e con i quali spesso divido la console. Non ho un nome in particolare, ma sicuramente mi piacerebbe collaborare con chiunque abbia una concezione di clubbing e di musica elettronica simile alla mia. Senza quindi fossilizzarsi troppo sui generi musicali ma piuttosto sulle vibrazioni che la musica è in grado di suscitare in ognuno di noi.

Hai da poco concluso il tuo Tour in Sud America: in altre interviste hai detto che questa è una terra molto più calorosa rispetto ad altre. A cosa pensi sia dovuto?

Sono appena rientrato dal tour in Sud America ed è stata un’esperienza bellissima. È il terzo tour che faccio in America Latina, ma per la prima volta ho avuto modo di suonare in Colombia, Ecuador e Perù. In Colombia ho suonato a Bogotá, al piano 41 di un grattacielo: suonare e vedere tutta Bogotá dall’alto è stato stupendo.

In Ecuador sono stato invitato a suonare a Lost Beach Club, a Montanita: è stato un onore suonare nel 25esimo club al mondo secondo DJMag. Ho trovato una cura maniacale per l’audio e l’organizzazione dei party, veramente un team incredibile.

I due eventi del Peru sono stati magici, a Trujillo e Lima ho trovato un pubblico molto caloroso e numerosissimo (oltre mille persone a serata) ed essendo l’unico guest ho apprezzato tantissimo l’affetto: ho notato un forte interesse a livello musicale, da parte di tutti.

In Europa mi piace moltissimo suonare in Inghilterra e in Italia: ovviamente non conta tanto il Paese, ma il mood che si crea durante la serata.

Dimmish

A proposito di club e tour… A settembre sei stato a suonare in UK! Come si è comportata l’Inghilterra in relazione alle restrizioni Covid? Hai avvertito le conseguenze della Brexit per la gestione del tuo tour?

Inizialmente c’era un po’ di preoccupazione per il caos generato dalla pandemia. La Brexit rende necessario seguire alcune linee burocratiche per potersi esibire in Inghilterra. Tuttavia è stato piuttosto semplice, non ci sono stati impedimenti. Il tour in Inghilterra è stato bellissimo: ho avuto modo di suonare dal nord al sud facendo 8 date in 20 giorni.

A proposito di Covid, durante il tour di Settembre non ho notato delle vere e proprie restrizioni, piuttosto alcune prassi di vivere civile. Sono molto diffusi i test rapidi per poter partecipare ad eventi.

Pochi mesi fa è nata DENSER, la tua etichetta. Cosa significa aver creato un proprio marchio identitario alla tua giovane età?

DENSER è stata concepita durante i mesi del lockdown: è un’etichetta e presto diventerà un evento. Avere un proprio brand discografico mi permette di esprimere liberamente la mia passione per la musica. La prima uscita dopo pochi giorni ha raggiunto il primo posto su Beatport attirando l’interesse di molti dj e produttori.

Nel 2022 oltre a me ci saranno altri artisti che rilasceranno la propria musica per la label: l’idea è di creare un team composto da persone con idee musicali affini, supportarsi a vicenda ed evolvere.

Dimmish

Allerta spoiler! Cosa dobbiamo aspettarci nel tuo prossimo futuro? Dove potremo sentirti suonare?

Spero di consolidare il progetto DENSER e di coinvolgere altri Dj e produttori italiani, valorizzando artisti in un momento in cui l’esterofila sembra sempre la strada più semplice. Per ora posso dirvi solo che ci saranno molte date in Italia e in Europa quest’inverno, poi un altro tour oltreoceano.