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Laurent Garnier, in seguito alle ultime dichiarazioni riguardo alla chiusura dei luoghi dell’industria dell’intrattenimento, ha scritto una lettera al Ministro della Cultura francese.

Laurent Garnier è sicuramente tra le figure di maggiore rilevanza nella club culture. Un simbolo, il re indiscusso della scena elettronica francese. Oltre che uno di quegli artisti che rappresenta realmente al meglio i concetti di cultura e progressismo all’interno del mondo dell’elettronica.

Proprio per tali ragioni, Laurent Garnier non ha potuto esimersi dallo scrivere la sua opinione riguardo l’attuale situazione Coronavirus. Il settore intero dell’industria dello spettacolo è stato duramente colpito, e con la seconda ondata le poche speranze di ripresa sono state al momento accantonate.

Mentre i teatri, i cinema e le sale spettacolo hanno aperto da giugno, seppur con regole molto ferree di capienza e distanziamento, i club son stati chiusi per tutto l’intero periodo. A differenza dell’Italia, dove i locali estivi hanno potuto aprire, in Francia i club sono chiusi da marzo.

Ma non è tutto. Durante le ultime dichiarazioni rilasciate lo scorso 22 ottobre, tutta l’industria dell’intrattenimento ha subito un nuovo stop. Infatti i numeri dei contagi sono cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi giorni.

Durante il discorso del Ministro della Cultura non è stato fatto alcun accenno ai club. Ne in termini di riaperture, ne di sostegno economico. La situazione rischia di diventare irrecuperabile. La crisi ha infatti interessato tutte quelle persone che lavorano e vivono nel mondo della notte.

Per tutte queste persone che tutt’oggi non hanno avuto alcuna risposta, Laurent Garnier ha deciso di reagire. In un estratto della lettera che ha pubblicato nei suoi account social e sul suo sito scrive, diretto al Ministro della cultura

“La palese mancanza di considerazione, l’ignoranza che il vostro dipartimento emana verso il settore notturno e del settore dei club è chiaramente interpretata da molti di noi come una forma di incomprensibile disprezzo. Perché che le piaccia o no, i club e i luoghi di questa cultura notturna erano (quando erano aperti) luoghi gorgoglianti di creazione, immaginazione e condivisione.”

Risulta chiaro che in Francia l’attenzione verso il mondo della notte da parte delle istituzioni è pari a zero. Le motivazioni, secondo Garnier, sono di matrice culturale. Tutt’oggi, nonostante l’importanza e la crescita di questi settori, in Francia riconoscere la valenza culturale del clubbin’ è ancora un traguardo lontano.

Anche in Italia le stesse considerazioni hanno portato alla nascita di commissioni come la Club Festival Commission. Al contrario, nazioni come il Regno Unito e la Germania hanno tra le istituzioni e la popolazione una maggiore coscienza di quanto il clubbin‘ sia una risorsa culturale fondamentale.

I club tedeschi hann0 ricevuto un importante sostegno economico, e gli stessi lavoratori del settore della notte hanno già ricevuto la disoccupazione. Con l’annuncio da parte di Macron di un ritorno al lockdown, visti i numeri preoccupanti dei morti e dei contagi, le risposte chieste da Laurent tarderanno ancora ad arrivare.

Il mondo della notte francese potrebbe avere una batosta veramente definitiva, vista già la chiusura precedente alla pandemia di locali cult per la capitale come ad esempio il Concrete.

Per Garnier, il discorso su France 2 ha confermato le sue paure. Vedere il suo mondo completamente tralasciato e nessun’azione concreta per aiutare questo settore rende il disc jockey francese amareggiato e disilluso rispetto al futuro del suo settore, e dubbioso su una ripresa dopo una crisi così profonda.

Non sappiamo quando potremo rivedere Laurent Garnier suonare, ma vi lasciamo con un suo vecchio set nella sua amata Parigi.