Prodot a siglare l’appuntamento più enigmatico della serie.

When the borders of the torrid zone meets the Tropic of Capricorn, comes to the scene Prodot, acting as connection of latin warmth and minimalistic sounds. Mixing elements from house minimal and micro, Prodot reveals its gentle but dark essence, able to drag you into the anxiety of chaos and then elevate you caressing the hidden traits of your senses.

Questo, e ben poco altro, è tutto ciò che abbiamo a conoscenza del misterioso personaggio in trattazione. Un alter ego schivo e riservato che nella mail di presentazione non ha lasciato niente più che le parole da voi lette e il suo two-track pubblicato da Re.Face Limited, subrealtà discografica che ha conosciuto un fortunatissimo successo già dalla sua precedente release di battesimo “Lost” (prod. by Re_Named w/ Sakro & Jack Wickham remix).

“Prologue” (questo il titolo del RE.FACELIMITED002, in uscita il 16.10), viene fuori da una sapiente combinazione di elementi micro e minimal arrangiati insieme su una corposa architettura instrumental. L’uscita, prima ancora della sua releasee ufficiale, ha già riscosso il supporto di artisti quali, giusto per citarne qualcuno: Cristi Cons, Cally, Janeret, Cosmjin, Nu Zau, Sepp, Bassaclan, Arapu, Ian F, Jack Wickham, Howl Ensemble, Silat Beksi.

Riferendoci appunto a quel mix of elements from house to minimal and micro: come si sviluppa esattamente questa escalation? Qual è il tuo punto d’inizio e dove ti ritrovi conseguentemente il più delle volte?

Credo che questi siano i generi che hanno veramente catturato la mia attenzione. Provengo dall’House e la vocazione Minimal-Micro è una costante ricerca della perfezione e del dettaglio. Constano di molto lavoro ma allo stesso tempo, data la loro versatilità, si prestano ad un gran numero di occasioni…è qualcosa che mi piace definire “smart music”. Per me, riuscire a fondere questi stili è veramente interessante ed è quello che provo a fare nelle produzioni. Mi lascio semplicemente prendere dal momento e ottengo tracce che si potrebbero prestare sia per la dancefloor che per situazioni più distese e rilassate.

Parto generalmente da una melodia che ho in testa ma che potrebbe facilmente cambiare in corso dell’opera. Mi piace utilizzare dei pad molto profondi uniti a qualche stab e un po’ di equalizzatore così da essere in grado di distribuire il suono per tutto il canale. Utilizzo anche del delay per aggiungere un po’ di dinamica alla melodia e ottenere un pattern distintivo. Lascio del leggero riverbero per armonizzare. Seguono poi le batterie, ottenendo una base funzionale al suono che desidero davvero. Un kick solido, swing, qualche heat e un buono snare. Proseguo poi con i bassi, uno degli elementi fondamentali per me, perché a mio avviso definisce l’essenza della produzione…un po’ di equalizzazione e filtri per fare pulizia e sono pronto a scrivere il pattern. Lo faccio seguendo la melodia e il concept dietro la batteria. Dello swing anche ai bassi è sempre una buona idea, restituisce un groove molto particolare sulle frequenze “low”. Per dare il tocco finale, vado alla ricerca di suoni che possano complementare la traccia senza che la appesantiscono. Inizio poi l’arrangiamento, partendo generalmente dalle batterie e dalle melodie e aggiungendo ancora un po’ di energia fino a quando non sono i bassi ad uscire fuori, mi piace muovermi progressivamente e riservarmi la possibilità di qualche sorpresa per il resto della traccia.

Di cosa necessita un-prodotto-di-Prodot per fungere da ponte tra latin warmth and minimalistic sounds? Collante già esplicitatosi dagli elementi biografici da te forniti…

Precisamente, il mix di musiche e culture che mi contaminano. C’è qualcosa che identifica il mio suono e quello di molti altri miei colleghi, probabilmente il contesto con cui ci confrontiamo giorno per giorno, quello che ascoltiamo e il nostro vissuto…siamo propensi ad una grande espressività, il che ci da una forte mano nello sviluppo della nostra arte. Grazie a questo, reputo possibile ottenere un nuovo suono combinato tra loro il sapore latino e il perfezionismo che si sta sviluppando in europa. Quella “smart music” cui mi riferivo prima, appunto.
Un chiaro esempio è “River Plate” di Jorge Savoretti (Argentina), perfetto equilibrio tra la cura del dettaglio e il gioioso suono della mia terra.
Ci sono veramente tanti produttori forti qui che hanno qualcosa da esprimere, mio fratello da madre diversa Julian Flores, Nektar Agu, Rodrigo DP, Tzad, Cajal, Nacho Bolognani, Dellacasa, Santierri, Dani Labb, Ale Castro, Franco Radetich, Trentz, Luciano Villarreal, Martin Bellomo, Twodeep, Matias Alejandro, e ancora tantissimi altri. Poi quelli un po’ più noti quali  Jorge Savoretti, Franco Cinelli, Brandub, Cape…

Sono veramente fiero di fare parte di questo nuovo movimento che si sta coltivando, mi motiva a lavorare insieme ai miei amici in un’ottica unitaria, progrediamo insieme per arricchire ancora di più la scena.

Quatto parole sintetiche fanno da sunto all’identità di Prodot.

Espressiva: produco quello che veramente mi viene fuori, che sia un suono triste, felice, scuro o qualunque altra cosa.
Groovy: mi piacciono i patterns in continuo mutamento e il groove che viene fuori da questi, è qualcosa che caratterizza sempre il mio suono.
“Nel dettaglio”: voglio entrare nel particolare, mi piace che ogni elemento sia tale da darmi la migliore impressione possibile.
Versatile: adoro differenziare, mantengo la mia linea ma cambio idea ad ogni occasione. Non mi copio, piuttosto preferisco prendere tempo e sperimentare qualcosa di nuovo.

Il miglior consiglio che raccomanderesti a te stesso.

Di lavorare come sempre, con perseveranza, foga e amore per la musica. Muovermi passo dopo passo con tranquillità e disinvoltura, imparare, ascoltare, chiedere e dare aiuto quando necessario…e soprattutto, mai dimenticare di questa sostanza.

 

ENGLISH VERSION

When the borders of the torrid zone meets the Tropic of Capricorn, comes to the scene Prodot, acting as connection of latin warmth and minimalistic sounds. Mixing elements from house minimal and micro, Prodot reveals its gentle but dark essence, able to drag you into the anxiety of chaos and then elevate you caressing the hidden traits of your senses.

REFACELIMITED002: The miysterious Prodot lands on Re.Face rec with a groovy two-tracks that goes from minimalistic atmospheres to weighty basslines. Everything is kept together thanks to some amazing instrumental arrangement, signs that details are the stronger architecture of this whole ep.
Early supported by: Cristi Cons, Cally, Janeret, Cosmjin, Nu Zau, Sepp, Bassaclan, Arapu, Ian F, Jack Wickham, Howl Ensemble, Silat Beksi & more.

Talking about that mix of elements from house to minimal and micro: how that escalation actually works? What is your starting-point and where does it leads you most of times?

I think this genres are what really cought my attention. The House is my root, and the Minimal-Micro thing is in constantly searching of perfection and detallism. I feel they have a lot of work done and at the same time they can be very versatile to use in many ocassions… its something i like to call “smart music”. For me, making a fusion of this styles it’s a very interesting thing, so that’s what I’m trying to do on my tracks. I like to get my sound looking and finding the distinct elements of each one of them. I just let myself go by the moment, obtaining tracks that serves well both on dancefloor and on more relaxed ambients.

Generally, i start working on a melody on my mind, but it might change during the production proccess. I like to use deep pads joined with some stabs and a little of stereo EQ for being able to distribute well the sound trough the channels. I also use some delays for adding some dynamics to the melody, getting a disctintive pattern. Just left a bit of reverb for armonizing and and changing the plane of sounds. Then I follow with the drums, getting a base for acchieving the sound that i really want. A solid kick, swing, some hats game and a good snare. After earning that base, it’s time to work in the bass, one of the central elements for me, because, to my taste, it defines essence of the compositions. I add some slight sidechain to keep the lows clean and to work together with the kick… Some EQ and filters to clean it more and I’m ready to start the writing of the pattern. I like to do it depending on the melody and the idea of the drums. Adding some swing to the bass is a good idea for me too, it gives a nice groove to the lows. To finish and make the final touches to the loop I look for sounds that could complement with the track without exhausting it. Ambiences, FX, Percs and other elements. Then I start to make the arrangment of the track, generally starting with some drums and melodies and adding then more to dose the energy until the bass come on, I like to go progressively and have the chance of save some surprises for the rest of the track.

What does it takes to a Prodot’s product to act as the connection of latin
warmth and minimalistic sounds?

It is precisely that, the mixture of culture and the music with which I live, my biggest influences come from outside my country. But clearly one has always been influenced by the society and the culture where it is, therefore the music that we do also. That’s something that identifies a lot of my sound and the sound of the producers there are in our continent, that blend of influences, sounds and the ambience with which we relate day by day. The music we hear and life as we live here… I think we are accustomed to being quite expressive, and that gives us a great help to develop our art. Thanks to that I believe that it’s possible to get a new sound, with the flavour, the latin heat and the perfectionist and detailing technique that’s developing in Europe today. The smart music I was talking about before. A clear example is the track “River Plate” by Jorge Savoretti (Argentine). I think it has a perfect balance between detail and a more cheerful and characteristic sound of that latin warmth which we speak. There are too many producers here in Argentina growing up and making a really good music, my soul brother Julian Flores, Nektar Agu, Rodrigo DP, Tzad, Cajal, Nacho Bolognani, Dellacasa, Santierri, Dani Labb, Ale Castro, Franco Radetich, Trentz, Luciano Villarreal, Martin Bellomo, Twodeep, Matias Alejandro and many more, they are a really a lot. Then the more experienced like Jorge Savoretti, Franco Cinelli, Brandub, Cape…

So, I’m really glad and proud to be part of this new movement on our country, it’s something that gives you a big extra to work together with your friends and having partners that wants to make the same as you, to progress and to make a better scene for all us.

Just four synthetic words that could connect the substances of your brand new identity.

Expressive: I think my idea is to do what really comes out from me, something happy, sad, deep, dark, or whatever it comes out from inside me at the moment.
Groovy: I really like the patterns that are constantly changing and the groove that is generated with them, so it’s something that will always be present in my sound.
Detailist: I want to be in the details, that each element has its work done in a way that sounds the best possible way for me.
Versatile: I like to do different things, keeping my seal but changing my ideas in each composition. Do not copy myself, instead take the time to try new things and sounds.

What is the best advice that Prodot would like to recommend himself…

To keep working as always, with perseverance, much desire and love for music. Go step by step with ease, learning, listening, helping and receiving help… And above all, never lose that essence.