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Galaxian: psichedelico, burrascoso, crudo e bellico questi sono solo alcuni degli aggettivi che descrivono la potenza sonora di questo rivoluzionario artista.

Con l’album dal titolo “Pacifying The Population”, pubblicato lo scorso 15 Settembre sull’etichetta berlinese Libertine Records, Galaxian ha pubblicato il suo secondo LP dell’anno, affermandosi così come artista di riferimento della scena sperimentare del genere Electro. Il messaggio lanciato attraverso il titolo di quest’album è un’incitazione alla pace mondiale. Ma non lasciatevi ingannare, non si parla di guerre terrestri ma bensì di guerre extra-terrestri, ben lontane dal nostro pianeta e che mai sono avvenute realmente.

Per comprendere tale ragionamento è necessario scavare nel passato dell’artista, andando ad analizzare la narrazione – fantasy – da lui costruita durante i suoi 11 anni di carriera come produttore ed artista musicale.

Lo scozzese Galaxian, al secolo Mark Kastner, approccia il mondo del clubbing dalla fine degli anni ’90 sotto lo pseudonimo di Dj Iong, mixando con una tecnica old school generi come: techno, psy, hardcore, breakcore, noise ed electro, facendo la conoscenza dell’artista connazionale Shapednoise. Tale conoscenza si rivela davvero fruttuosa per mr. Kastmer, dato che i due si trovano spesso a performare a rave illegali della spesso piovosa Glasgow, ma soprattutto, sotto suggerimento del suo amico connazionale Mark, si lancia nella produzione sotto il suo alias.
L’esordio come produttore passa in sordina per i più. L’origine di questo insuccesso è da aggiudicare a due fattori: in primis, lo pseudonimo del produttore, del tutto sconosciuto ai selezionatori musicali, ed in secondo luogo al fatto che nel 2011 il genere electro stesse attraversando un periodo di stasi – un lungo coma indotto dall’ esplosione di altri generi più popolari – che perdurava dalla metà degli anni ’90, periodo in cui la scena era presa dagli Underground Resistence.
Seppur la domanda del mercato musicale di quegli anni fosse davvero bassa, la passione e la ricerca per quel genere non è mai tramontata, anzi,  si stava solo preparando al grande ritorno capitanato da due maestri: Helena Hauff e Dj Stingray.
Dj Stingray e Helena Hauff

Perchè proprio loro? E cosa centrano con la storia di Galaxian?

Helena Hauff e Dj Stingray hanno costruito una leadership, in questo genere, del tutto meritata e che fa leva sulle loro origini territoriali. Se da una parte la dj tedesca è una delle più raffinate selectors del genere electro, simbolo di quella cultura post-industriale figlia dei Kraftwerk, dall’altra parte, Dj Stingray cresciuto a hot dogs e ghettoblasta, è diventato nel corso degli anni il miglior rappresentante della scena electro di Detroit. Con i suoi  dj set memorabili ha conquistato i migliori stage d’Europa. Entrambi sono stati e sono ancora adesso elisir di fortuna e gloria della carriera dell’artista scozzese.
Nel 2016 esce “NU-1000 Ep” su Shipwerc, il primo lavoro in collaborazione tra Galaxian e Dj Stingray. Seppur la copertina non trasmetta emozioni forti, il sound presentato è duro e prepotente per via di un ritmo fast-paced senza compromessi. Ascoltando la traccia che dona il nome all’Ep è evidente la simbiosi tra la profondità e l’oscurità dello spazio ricercata da Dj Stingray e l’aggressività bellicosa promossa da Galaxian.

Fateci caso, questi suoni tipici di una guerra interstellare ricordano molto i suoni di alcuni video-games.

Coincidenza, nel 1980 la casa di giochi per PC giapponese, Namco, sbarca in Europa con il gioco dal titolo “Galaxian”, che si rivelerà un successo alla vendita diventando un’icona del gaming soprattutto tra i teenager della generazione di quegli anni. Uno di quelli era proprio l’artista in questione. Possiamo dedurre che quei suoni spaziali hanno indissolubilmente avuto un’influenza sul processo produttivo musicale del dj scozzese.

Tornando al recente passato, a solo un anno dal primo disco pubblicato su Shipwerc, Galaxian pubblica sulla stessa etichetta un Ep epico dal titolo “Uprising”, tradotto in italiano “Insurrezione”. L’artista sta lanciando un messaggio di rivolta – figurata – molto chiaro, la cui essenza è racchiusa nell’ascolto di una delle tracce che compone l’uscita: Glasgow to Detroit. Ascoltiamola assieme.

Fin qui l’influenza dell’electro americana si percepisce vividamente. Una nuova connessione fisica e metafisica entra a far parte della vita dell’artista. Se la connessione fisica è quella della già menzionata Helena Hauff, dalla quale nasce una collaborazione che culmina con l’EP dal titolo Paradise Engineering pubblicato nel 2018 su Return To Disorder, quella metafisica è legata al Paradiso.

Per cogliere il contesto di cui vi parlo, vi consigliamo di ascoltare la traccia dal titolo “Mutual Arising” presa da questo EP.

In questo senso, Galaxian passa dalla guerra al paradiso, lo stesso passaggio che mise la parola “fine” sulla Grande Guerra dove l’armata austriaca a Paradiso, provincia di Pocenia, si arrese alle truppe italiane.
Tralasciando l’analogia storica, ciò che certo è che l’ispirazione produttiva dell’artista scozzese non solo non si è arresa ma anzi, è diventata iper produttiva producendo risultati eccezionali. Ne sono chiara dimostrazione i tre nuovi album che vengono pubblicati su etichette importanti come: Ilian Tape, Breakin’ Records e Libertine Records.
Per tutti gli amanti del genere electro o per tutti coloro che si stanno approcciando adesso al genere, noi della redazione vi consigliamo di tenere d’occhio Galaxian. Un artista dal potenziale infinito, che adora sperimentare e ricercare suoni nuovi e che speriamo sbarchino presto nel nostro paese.