Un viaggio nei retroscena che plasmano l’identità della crew pugliese, ormai pronta al salto nazionale ed internazionale. Vi presentiamo il nostro incontro con il direttivo di ÏTERUM, per scoprire come stiano consolidando il proprio marchio.
Esistono realtà che non si limitano ad organizzare serate, ma costruiscono dei veri e propri percorsi di coerenza. Nel panorama elettronico attuale, dove spesso i numeri dei social sembrano dettare legge, il collettivo pugliese Ïterum ha scelto una strada fatta di gradualità, ambizione e ricerca continua.
Ïterum è il risultato di un incastro profondo tra due menti complementari: il fondatore Mirko Avenia ed il direttore artistico Giuseppe Scarano. Intorno a loro gravita un ecosistema di professionisti del settore, pronti a dar forma e sostanza ad ogni sfumatura di questo progetto ambizioso.
Abbiamo avuto il piacere di confrontarci con Mirko e Giuseppe in un’intervista che approfondisce le sfide burocratiche legate all’organizzazione di eventi ed il ruolo fondamentale della scena locale nella crescita del progetto. Un percorso che va dalle prime feste per pochi intimi alle più recenti esperienze tra le nevi di Roccaraso, fino alle collaborazioni con alcune affermate realtà della Capitale.

Ciao ragazzi, benvenuti su Parkett! Iterum mette insieme la storia della Puglia e la musica elettronica in modo unico. Com’è nata l’idea e come si è sviluppata nel corso dei primi anni?
Ciao a tutti e grazie per lo spazio dedicato. Un piacere poter condividere ciò che si muove dietro la realtà ÏTERUM. Il nostro progetto nasce nell’inverno 2021/22, subito dopo il periodo del Covid che mise in ginocchio il settore dell’intrattenimento dal vivo, arrivando quasi a ricoprire, nell’opinione pubblica, il ruolo di “untore” della pandemia. Il nome stesso del collettivo, dal latino “di nuovo”, vuole essere un richiamo alla rinascita e alla ripartenza. In tutto il mondo, gli eventi di musica elettronica si fanno portatori non solo di libertà individuale, ma anche di aggregazione ed evoluzione culturale. La nostra idea iniziale era quella di ricominciare da zero, lasciandoci alle spalle un periodo storico in cui isolamento e contraddizioni avevano segnato profondamente la società. Quale miglior modo per tornare a stare insieme se non attraverso la musica? Abbiamo iniziato organizzando piccoli party tra amici, radunando al massimo 200/300 persone in club cittadini o in periferia.
Da lì, passo dopo passo, ÏTERUM è cresciuto fino a diventare una solida realtà.

Giuseppe: tra fondatore e direttore artistico c’è sempre un grande lavoro di squadra. Come vi dividete i compiti e come fate a far andare d’accordo le vostre idee quando dovete immaginare un nuovo evento da zero?
Il nostro è un rapporto basato sull’equilibrio e sulla fiducia reciproca. Mirko, in qualità di fondatore, ha una visione strategica a lungo termine: si occupa del concept generale e della sostenibilità dell’intero progetto. Io, come direttore artistico, entro invece nel dettaglio creativo. Quando immaginiamo un evento da zero, partiamo sempre da un’idea comune, che spesso nasce da una semplice sensazione o dalla suggestione di un luogo. Da quel punto inizia un confronto costante in cui ognuno porta il proprio punto di vista. Cerchiamo di far evolvere queste intuizioni finché non raggiungono una sintesi perfetta che rappresenti pienamente lo spirito di ÏTERUM.
Spostiamoci sulla musica: come scegliete gli artisti per le vostre line-up? Vi basate su alcuni generi particolari? Parlando onestamente, in questo momento quanto conta per voi la forza sui social di un artista rispetto alla qualità musicale?
La selezione degli artisti parte sempre dalla musica, non dai numeri. Ascoltiamo moltissimo, seguiamo scene diverse e cerchiamo profili che abbiano un’identità chiara e riconoscibile, non necessariamente legata a un genere preciso. Ci interessa il linguaggio artistico: deve essere coerente con l’atmosfera che vogliamo costruire e con il racconto dell’evento. Detto questo, siamo realisti.
Oggi la forza sui social è un fattore che non può essere ignorato, specialmente per la sostenibilità economica di un evento. Tuttavia, non è il nostro criterio principale: per noi i numeri hanno senso solo se supportati da qualità musicale e credibilità. Cerchiamo un equilibrio in cui la qualità resta il filtro imprescindibile e la visibilità diventa un valore aggiunto, mai un sostituto.
Facendo un salto nel passato: c’è stata un’edizione o una serata particolare in cui vi siete resi conto che il progetto aveva finalmente ingranato e che eravate pronti a lasciare un segno nella scena?
Non c’è stato un singolo evento che ha fatto esplodere il progetto, perché ÏTERUM è cresciuto in modo graduale e consapevole. Sicuramente le stagioni estive 2022/2023 hanno messo solide radici per far sì che questa realtà si consolidasse nella scena. Folamour e The Blessed Madonna sono solo due dei grandi artisti che ci hanno accompagnato in questa crescita e ricerca. Tuttavia, se dovessimo indicare un momento simbolico, sarebbe sicuramente l’evento della scorsa Pasquetta: lì abbiamo percepito un salto di qualità, sia in termini di pubblico, con persone arrivate da tutta Italia, sia per la presenza di più guest internazionali.

Come selezionate l’allestimento dei vostri eventi per valorizzare location suggestive senza comprometterne la naturale bellezza? Ultimamente siete stati a Roccaraso e ci tornerete a febbraio: raccontateci di questa esperienza sulla neve!
Poiché i nostri eventi si svolgono in location non convenzionali, il nostro approccio è quello di intervenire il meno possibile sull’ambiente, preservandone l’autenticità. Vogliamo che chi partecipa possa vivere il contesto naturale della venue. A Roccaraso, durante l’evento con Ale De Tuglie, abbiamo dovuto affrontare una sfida meteo: una pioggia leggera ma incessante ci ha costretti a tenere il tendone aperto. Ci è dispiaciuto non poter offrire ai clubber (e allo stesso Ale) la vista mozzafiato che solitamente si gode dalla consolle, ma non potevamo rischiare di danneggiare l’impianto audio. Nonostante questo, l’evento è stato un successo incredibile. Per il prossimo Après-Ski del 15 febbraio 2026 speriamo in un cielo sereno. Avremo con noi un grande artista pugliese, noto a livello internazionale: Fedele, supportato dal duo Picca&Mars e Lvdovica.

Organizzare una serata in luoghi delicati e protetti non è certo una passeggiata. Qual è stata la sfida più grande a livello pratico per far andare tutto liscio e rispettare l’ambiente che vi ospitava?
Senza dubbio la sfida più grande è la gestione della burocrazia e delle autorizzazioni. Organizzare eventi in luoghi delicati richiede un lavoro immenso: agire nel pieno rispetto dell’ambiente e delle normative vigenti comporta tempi lunghi e molta pazienza. A volte il rischio che un progetto non veda la luce è reale, ma fa parte della complessità strutturale del nostro Paese.
La Puglia è diventata sicuramente un punto di riferimento per il clubbing nazionale. Come vivete tutto questo interesse intorno a voi e quanto conta, per il vostro percorso, il supporto della scena locale?
Viviamo questo interesse con orgoglio e con un forte senso di responsabilità. Sentiamo il peso “positivo” di rappresentare un territorio che oggi ha una voce autentica a livello internazionale. Il supporto della scena locale è stato fondamentale: la Puglia ci ha dato fiducia e stimoli, permettendoci di sperimentare e crescere senza snaturarci.
L’obiettivo, però, è creare un dialogo costante: vogliamo portare influenze esterne nella nostra regione e allo stesso tempo, esportare la visione che nasce qui. Se oggi c’è attenzione verso di noi è perché esiste una scena viva che partecipa e sostiene. Senza questa base, nessun progetto potrebbe avere continuità.

Mirko: guardando avanti, riusciresti a svelarci i prossimi passi di Ïterum?
I prossimi appuntamenti di febbraio sono già fissati: oltre all’Après-Ski del 15 allo Chalet Valentino di Roccaraso, ci aspetta la festa di Carnevale il 21 febbraio al Nova Club di Bari, il club che ormai è diventato la nostra casa per gli eventi invernali. Chiuderemo poi il mese a Roma, in collaborazione con il collettivo Rebel Rebel (uno dei party storici della capitale). La mia prima serata a Roma, quasi vent’anni fa, fu proprio ad un loro evento… diciamo che è un cerchio che si chiude con grande entusiasmo.

