+ forty four = fifty

Yulia Niko ospite di Parkett ci racconta le sue esperienze e dell’origine dello Scenario collective.

Abbiamo avuto il piacere di parlare con Yulia Niko e farci raccontare da lei la sua carriera, le sue esperienze musicali che l’hanno resa una performer riconosciuta a livello internazionale ma anche una artista business oriented.

Sì, perchè in Yulia non troviamo solamente una dj e produttrice che negli anni è entrata di buon merito nelle gerarchie del panorama elettronico internazionale, grazie al supporto di figure quali Damian Lazarus, Jamie Jones, Lee Foss e Dennis Ferrer, ma è un’artista in grado di nutrire un interesse nel mondo del business musicale, delle relazioni e della cooperazione con i maggiori players, come per esempio nella formazione dello Scenarios Collective. Ecco l’intervista.

Ciao Yulia. Benvenuta su Parkett. Come stai?

Ciao ragazzi. Grazie per avermi ospitato presso la vostra redazione. Si, sto alla grande. I club sono nuovamente aperti e non ci sono più restrizioni severe. Sono felice di poter essere tornata a lavorare.

Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo della musica elettronica e quale il primo disco acquistato?

Il mio primo disco acquistato è stato X-press 2 “Lazy”. È una canzone della quale sono tuttora ossessionata. Posseggo ancora quel disco del quale ho prodotto una mia edit ma l’etichetta non mi ha mai permesso di rilasciarla quindi lo tengo per me.

Ho iniziato a suonare all’età di 15 anni e, a quei tempi, la progressive house andava per la maggiore, però io mi sono subito innamorata della minimal e della techno rimanendo vicina a questi generi per lungo tempo. In seguito ho avuto l’opportunità di lavorare come resident in un club in cui era richiesto di suonare musica più commerciale e suonavo tracce che spaziavano tra Chris Willis David Guetta e tutte le house hits dei Ministry Of Sounds. E’ stato un lungo viaggio tra diversi generi fino a che non ho dato via al mio.

Tu vivi e lavori a Berlino: quanto ti influenza ed ispira l’ambiente berlinese nel tuo lavoro quotidiano da dj e produttore musicale?

Quando mi sono trasferita a Berlino ho capito che la musica non ha confini e c’è tanta multiculturalità che chiunque può produrre e suonare ciò che desidera. Penso che, quando ho vissuto a New York, io sia stata influenzata dal loro stile techno “Old School” che mi limitava un poco ma quando mi sono trasferita a Berlino mi sono sentita un fiore pronto a sbocciare. La cosa divertente è che cinque anni dopo sono tornata a New York per uno show e ho identificato il mio stile come una “dj di Berlino”.

Comunque, non penso che Berlino influenzi il mio suono, ma ho molta abilità nello studiare e scoprire cose nuove ed avere accesso ai migliori strumenti e studi di registrazione per sviluppare le mie produzioni. Workshops, conferenze, collaborazioni con brand musicali…Berlino è la capitale della techno non solo per i club, ma anche per gli uffici di queste società ed è interessante frequentarle ed interagire con i loro capi al bar.

Le tue produzioni hanno una base deep-tech e minimal: in tal senso quali sono gli artisti o dj che ti ispirano maggiormente?

Sono una donna vera, ho i miei momenti e i miei stati d’animo. Nelle mie produzioni puoi trovare di tutto. Le mie produzioni iniziali sono state influenzate da Luciano, poi a un certo punto ho virato verso la tech house rilasciando delle tracce per l’etichetta di Jamie Jones per poi essere ingaggiata da Dennis Ferrer e il suo team.

Ho prodotto un EP per Damian Lazarus e sono rimasta vicina al suo sound fino ad oggi. Ma se mi senti suonare, penso tu possa trovare un pò di ognuno di questi nel mio stile. Mi piace creare un viaggio attraverso i miei set.

Parliamo dello Scenarios Collective: come vi siete incontrati e cosa ha scaturito la fondazione?

Tutto è partito con l’idea di Maga di creare un collettivo e quindi erano alla ricerca di un produttore donna. Da quello che so, sono stata la prima persona che hanno contattato. Mi piace lavorare in team. E penso che quando cinque persone talentuose si ritrovano insieme, si può dare vita a dei pezzi leggendari. Un po’ come è successo per Keinemusik o Hot Natured. Penso che ognuno di essi abbia delle specialità ed è quello che apprezzo di più in questa famiglia.

Arriviamo al punto che desideriamo per poi spingerci ancora oltre. Ci supportiamo e impariamo l’uno dall’altro, in più ci ritroviamo a Lisbona ogni tanto e ci divertiamo in studio. Per ora, tutto va bene e i prossimi due EP sono speciali.

Il prossimo 27 maggio, lo Scenarios Collective rilascerà il nuovo EP, “Starlight”. Potresti dirci com’è produrre un disco con tanti attori in gioco?

“Starlight” è stata prodotta al primo incontro in studio con Maga e Sean Doron l’anno scorso ma non potevo esserci purtroppo. Ma subito dopo siamo andati a Miami per Art Basel dove abbiamo trascorso due giorni in studio a Wynwood per avviare la nostra prima collaborazione con Maga. “Omana” (la seconda traccia del disco) è nata subito dopo.

Avevo questi vocals di un artista che ho conosciuto a Tulum e dei loop di percussioni e bongos che ho registrato in Francia durante un’altra occasione. Maga ha abbinato i suoni, synths e io mi sono messa al piano. E’ una traccia molto deep e ogni volta che l’ho suonata è stata molto apprezzata dalla gente.

Qual è il messaggio che vuoi portare con “Starlight”?

Penso che “Starlight” sia una traccia davvero unica: non ho mai sentito qualcosa di simile prima d’ora. Porta una luce diversa sulla pista da ballo ed è una chiusura perfetta per il sorgere del sole. “Omana” è una traccia più deep nella quale il giro di piano ti emoziona al punto da farti piangere, a seconda del tuo stato. Possono essere lacrime di gioia o di tristezza. Groovy e melodica è una traccia ipnotica, perfetta per il culmine della festa.

Ci sono dei progetti in corso che vorresti condividere con noi?

Ci sono molti remix che ho fatto per Moullinex, Niih su Flying Circus e su Get Physical per Adam Ten & Mita Gami della mia traccia “Molly & Sally”. Sto per completare il mio primo album.

Chiaramente ci sono anche altri progetti con il collettivo e tante serate in tanti posti dove non ho ancora suonato. Comunque, sto andando ad Ibiza per l’estate 2022 per suonare ogni settimana in posti diversi così se siete da quelle parti ci vediamo in pista.

Grazie!


ENGLISH VERSION

Hi Yulia, welcome to Parkett. How are you?

Hello, Parkett! Thank you for having me for this interview! And yeah, I am great! All clubs are open again and no more masks so I am happy to be able to work a lot again.

How did you approach the electronic music? What is the first ever record you have purchased?

My first record was X-press 2 “Lazy”. The song which I’m still so obsessed with. I still have it and I even made my own edit on it but the label never gave me official permission to release it so I keep it for myself! I started to play when I was 15 and, in those days, Progressive house was leading alongside trance, but I somehow fell in love with minimal and techno and kinda stuck with this genre for a while. Then I had an opportunity to work in a club as a resident but it was required to play more commercial music and I was actually really playing something between Chris Willis with David Guetta and all Ministry of Sound disco house hits. It was a long journey through different genres until I started to produce myself and create my own style!

You are a Berlin based dj and producer: for your daily production, how this city influences and inspire you?

I think by moving here I understood that music does not have any boundaries and everyone in Berlin is so different so I can just feel free to play and produce anything I want. I think when I lived in New York I was influenced by their “Old school New York techno sound” and it was also stopping me from many things but when I came here I opened up like a “spring flower”. Funny that I was just doing what I like and after 5 years from playing my first show back in New York, I heard that I sounded like a “DJ from Berlin”.

Anyway, I don’t think I have the influence of my sound coming from Berlin, but I have a lot of ability to study and discover new things here and have access to all the best equipment and studios to develop my sound. Workshops, conferences, collaborations with music brands… Berlin is the capital of techno not only because it has a lot of clubs, but also most of the offices of those companies are here and it’s nice to go out and meet all their bosses at the bar. Lol.

We can listen to deep-tech and minimal influences within your production: which artists, dj and producer inspired you?

I am like a real woman, I have my moment, my moods. So in my production collection you can now find all you can only imagine. I started to produce with the influence of Luciano, then somehow, I moved to tech house and ended up releasing some tunes on Jamie’s Jones label and was quickly picked up by Dennis Ferrer and his team. Then I made an EP for Damian Lazarus and stayed with this sound until now. But if you hear me play, I think you can find a bit of all those I named in my set. I like to create a journey in my set so those influences are very handy.

Let’s talk about Scenarios collective: how did you meet up and what led to the foundation of this collective?

It all started from Maga’s idea to create a collective, and of course they were looking for one female producer. As far as I know, I was the first one they approached. I am a team worker, I don’t like to do things alone. I believe when 5 talented people get together it can be made into some legendary piece of art. I guess just like those Keinemusik or Hot Natured crews! I think each of us also have some specialties, it’s what I really like about our family. The leading point we want, is just to create and push it to the next level. We support each other and learn from each other, plus we meet in Lisbon once in a while and have fun in the studio. For now, it all works super well and our next 2 EPs are so beautiful and special.

Next 27th of May, Scenarios collective will release a new EP: “Starlight”. Could you please tell us how is producing an EP with different dj and producers in the game?

The song “Starlight” was made at the first meeting at the studio by Maga and Sean Doron last year but unfortunately I could not be there. But right after we were in Miami for Art Basel and we spent 2 days at some studio in Wynwood to try to create our first collaboration with Maga. “Omana” (second track on Ep “Starlight”) was born by then. I had those vocals from an artist I found in Tulum and some live bongo drum loops I also recorded in France another day. Maga carried on with all leeds, synths and at the end I came up with piano chords. It’s a very deep track and every time I’ve played it, people have loved it.

What is the main inspiration and which feelings would you like to share with “Starlight”?

I feel like Starlight is a very unique track, I have not heard anything similar. It brings enlightenment to the dancefloor and is an amazing closing or morning tune. Omana is a deep track, where piano chords can even make you cry, depending on what is happening in your life. It can be tears of happiness or sadness. Groovy and melodic, it’s a hypnotic lead song which will rave a dance floor at a peak time of the party!

Any upcoming projects would you like to disclose to us?

Many remixes this summer by me for Moulinex, Niih on Flying Circus and on Get Physical from Adam Ten & Mita Gami on my song Molly & Sally. I am finishing wrapping up my first debut album. Of course, many more projects with Scenarios and a lot of gigs in new places and countries I’ve never played yet. By the way, I am moving to Ibiza for the 2022 summer season and playing weekly at some different parties so if you are around there, definitely let’s catch up on the dance floor.

Thank you x