Dal 23 gennaio al 1° febbraio 2026, si è svolta a Berlino la 27ª edizione del CTM Festival. Estendendosi oltre il formato del concerto, il festival si è articolato in performance, talk, workshop, installazioni, club nights e discussioni in diversi spazi della città. Dal Berghain al Radialsystem, dalla Volksbühne a Silent Green, fino a Haus der Visionäre e altri luoghi berlinesi.

L’edizione 2026 è stata guidata dal tema dissonate < > resonate, presentato come un invito a esplorare le relazioni tra dissonanza e risonanza. Una dicotomia che il festival ha proposto come uno spazio intermedio da abitare, in cui i diversi linguaggi sonori si sono incontrati e scontrati. Seguire CTM, ha significato anche accettare l’impossibilità di essere ovunque, ed è forse proprio da questa difficoltà ad essere ovunque che il tema del festival ha cominciato ad emergere come una condizione da vivere giorno per giorno.
Il programma dei concerti e delle performance ha riflettuto una pluralità di approcci, accostando artiste e artisti come Sarah Davachi, Ellen Arkbro, Growlers Choir, Emiddio Vasquez, Kara-Lis Coverdale, feeo, Milkweed, Kat Válastur & Aho Ssan solo per citarne alcuni, insieme a diverse club nights che includevano nomi come Blawan, Earth, Aunty Rayzor, DJ Love, Batu e moltialtri. Le performance hanno spaziato tra elettronica, drone, ambient, noise, rap sperimentale, sottolineando la volontà del CTM di mettere in dialogo pratiche eterogenee. Workshop e incontri hanno offerto una visione ravvicinata di alcune pratiche, permettendo di osservarne i processi. Un esempio è stato il workshop al Funkhaus dedicato alla spazializzazione sonora in ambisonics e Dolby Atmos tenuto da Spæs Lab e Urbiks Music, che ha mostrato come il suono possa essere pensato e progettato come architettura percettiva e spaziale. Un workshop che ha ritrovato una risonanza diretta nella programmazione serale, in particolare negli eventi ospitati a Haus der Visionäre, dove performance di artisti come Ophélie, Shapednoise & Sevi Iko Dømochevsky, KAVARI, Blawan e DJ MELL G hanno utilizzato il sistema d&b Soundscape, un sistema che consente di posizionare e muovere le sorgenti audio all’interno dello spazio, trasformando il live in un’esperienza immersiva e tridimensionale. In altri momenti è stato invece il corpo a diventare luogo di risonanza. L’installazione Sonic Energies di Stephanie Egedy ne è un’esempio, l’artista ha sviluppato una composizione basata sulle basse frequenze e sull’uso dei subwoofer come strumento lasciando che il suono agisse fisicamente per tutta la durata dell’esperienza, calmandolo e rilassandolo.

CTM ha richiesto al pubblico di entrare in risonanza attraverso la scelta, accettando al tempo stesso la dissonanza della perdita. Perdere parti dell’esperienza non è comunque apparso come un limite, ma forse come una forma di attenzione parziale che riflette il modo in cui oggi ci relazioniamo al suono e alla presenza.
