La scena elettronica italiana si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi del 2026. Dopo il successo della scorsa edizione, Outloud, il festival one-shot firmato dalle crew Outcast (Torino) e Loud Contact (Barcellona), è pronto a tornare per il suo secondo capitolo sabato 12 settembre 2026.
L’appuntamento è dal pomeriggio fino a notte fonda e anche quest’anno, Parkett sarà orgogliosamente media partner dell’evento, pronta a raccontarvi l’evoluzione di questo progetto che unisce la ricerca sonora underground a una visione internazionale.
Un 2026 con headliner d’eccezione
Se la filosofia di Outloud è quella di concentrare in un’unica, densissima giornata il meglio della club culture globale, la line-up del 12 settembre non fa eccezione. In cima al poster spiccano tre nomi che rappresentano pilastri e avanguardia della musica elettronica.
Jeff Mills, il mito fondativo della techno di Detroit, anche per la II edizione porterà al Bunker la sua inconfondibile narrazione cosmica e il suo ineguagliabile controllo delle macchine. Con lui, Helena Hauff, regina indiscussa dell’electro e della darkwave, capace di creare set ipnotici e taglienti. A completare il trittico d’onore, DVS1, l’artista che ha fatto della purezza del suono e della connessione con il dancefloor la sua bandiera, in quello che si preannuncia un viaggio di rara intensità.
Ma la ricchezza di Outloud è stata, già dalla sua prima edizione, la capacità di intrecciare generazioni e generi.
Accanto a questi pesi massimi, troveranno spazio le sperimentazioni electro-futuriste di Egyptian Lover, pioniere della scena electro di Detroit, e l’energia del collettivo Detroit In Effect. I set più house, techno e minimal saranno affidati alle mani di Francesco Del Garda, Binh, Nicolas Lutz e tINI, veri e propri punti di riferimento per gli appassionati del suono più puro.

E poi ancora, la potenza industrial di Boston 168, le incursioni di Unai Trotti, e il meglio della scena nostrana e internazionale con Brasi, Gabbs, Giammarco Orsini, Alex Dima, Alexia Glensy, Cristian Sarde, Munir Nadir, Denaila, Lorenzo Aribone (Outcast), Lumière e Bakked e tantissimi altri artisti del panorama. Un mosaico che conferma la doppia anima del festival: internazionale ma anche affezionata al nostro paese.

Le anticipazioni
L’esperienza Outloud non è solo musica, ma anche architettura degli spazi e atmosfera. Lo scorso anno, sette stage (indoor e outdoor) hanno disegnato un percorso sonoro in continua evoluzione. Per il 2026, gli organizzatori promettono alcune significative novità.
La più affascinante riguarda l’aggiunta di uno stage piccolino, open air, a loro dire “molto molto figo” 😉 Un nuovo angolo all’aperto, pensato per essere intimo e sorprendente, che andrà ad arricchire l’offerta diurna del festival. Non solo: ci sarà anche un cambio di posizione di una chill area, riprogettata per offrire un’esperienza di relax ancora più fluida e integrata nel percorso del festival, confermando la cura per i dettagli che contraddistingue le due crew.
Torino, crocevia europeo
Come ci raccontava Salvatore Ficara (Outcast) nella scorsa intervista, Outloud nasce dall’incontro tra due realtà unite dalla stessa missione: promuovere la musica elettronica come spazio di libertà e sperimentazione. Se l’edizione 2025 è stata una scintilla, quella del 2026 si preannuncia come la conferma di un faro acceso sulla città di Torino.
Il Bunker, con i suoi spazi industriali e il suo sound system Funktion-One, tornerà a essere il teatro perfetto per questa fusione tra l’intimità del club e la scala di un festival. Un viaggio dalla luce del giorno al buio della notte, dove ogni stanza, ogni angolo, racconterà una storia diversa.
L’appuntamento è per il 12 settembre 2026. Preparatevi a vivere un’altra giornata indimenticabile all’insegna della club culture più autentica che vede Outloud non solo come festival, ma come organismo vivo che continua a crescere.




