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Sono passati ormai venticinque anni dalla pubblicazione su Apollo di “Select Ambient Works 85-92” di Aphex Twin. Venticinque anni nei quali l’opera è stata fonte di ispirazione per moltissime personalità di rilievo del mondo della musica contemporanea. Due di loro, Paul White e Danny Brown, decidono di rendergli omaggio con la pubblicazione di “Accelerator EP”.

Paul White decide di rendere omaggio a Richard D. James e il suo “Selected Ambient Works 85-92” ricordando in occasione dell’uscita del suo nuovo lavoro in collaborazione con Danny Brown, “Accelerator Ep”, quanto l’opera di Twin sia stata importante nello sviluppo della sua carriera. “Selected Ambient Works 85-92” viene definita da White come un’opera ancora attuale, che oggi come allora continua ed essere fonte di ispirazione, un quarto di secolo dopo la sua uscita.

“Accelerator Ep” di Paul White è stato pubblicato invece in questi giorni su R&S Records, label di riferimento per tutti gli amanti della musica techno, elettronica e sperimentale. L’EP diviene dunque dichiaratamente un omaggio al lavoro che James pubblicò nei primi anni della sua carriera su Apollo, etichetta specializzata in musica ambient, figlia di R&S Records.

selected ambient works

L’importanza della raccolta di Twin è rappresentata principalmente dalla sua capacità di aver cambiato la musica ambient-elettronica degli anni ’90, divenendo un modello dal quale non si può prescindere per questo genere di produzioni anche nel nuovo millennio. Le parole con cui White presenta “Accelerator EP” descrivono come il suo incontro con l’opera di Twin durante l’adolescenza, abbia rappresentato il punto di svolta della sua carriera da musicista.

“Select Ambient Works 85-92” nasce ufficialmente nel 1992, primo momento di contatto tra Twin e Renaat Vandepapeliere, numero uno di R&S Records. Il giovane Richard porta con sé in Belgio una scatola piena di cassette, nastri nei quali ha registrato le sue produzioni a partire dai suoi 14 anni di età. Dalle cassette, Vandepapeliere ne ricava 13 tracce, che diventeranno le tracce di “Select Ambient Works 85-92” pubblicate su R&S Records il 12 febbraio 1992. Il commento con cui il numero uno dell’etichetta ricorda l’uscita della raccolta di Twin, è significativo per capire come essa sia poi divenuta opera imprescindibile per tutti coloro che, successivamente, si siano voluti avvicinare al mondo della musica elettronica, ambient e sperimentale:

“Non è stato sicuramente per molti di noi un album ovvio, facile. Ma era l’album giusto al momento giusto, un manifesto della musica elettronica che si situa tra dancefloor e ascolto domestico, libero dalle catene della tradizione e dalle pretese del pubblico. Selected Ambient Works 85-92 è un album che si inserisce al di là dei limiti del tempo, capace di sorprendere oggi come allora, qualità che lo hanno reso uno degli album più amati di un artista che ancora oggi rifiuta di conformarsi alle aspettative”.

Partendo dalle parole di Vandepapeliere, e passando per tracce come “Xtal”, “Hedphelym”, “Actium”, “Delphium”, “Pulsewidth” e “We Are The Music Makers”, si capisce come il primo album di Aphex Twin possa rivelarsi ancora all’avanguardia con venticinque anni di vita già compiuti. Il disco continua ad essere attuale e fonte di ispirazione proprio perché manifesto dal quale non si può prescindere, dal quale non si può non passare: la sua conoscenza ed il suo studio non possono che essere una delle poche vie per arrivare a capire come si sviluppi la musica ambient, ed elettronica in generale, dei giorni nostri. A partire da questo punto allora è facile comprendere il motivo del tributo di White e Brown che, pur avendo pubblicato un EP hip-hop, non possono non ammettere che dentro “Accelerator Ep” c’è moltissimo del lavoro di Twin, soprattutto per quel che riguarda la seconda traccia, “Lion’s Den” (presente anche nella versione instrumental, senza la voce di Brown).

Come commento alla pubblicazione di “Acceleator EP”, Paul White racconta del suo primo contatto con il disco di James, ricordando come esso abbia cambiato il suo modo di approcciarsi alla musica:

“Ho scoperto Selected Ambient Works 85-92 quando avevo 16, forse 17 anni. Era il 1997 e studiavo alla BRIT. Avevo conosciuto Tim, un ragazzo che collezionava grandi quantità di dischi. Da quando me lo ha fatto scoprire l’album è diventato la colonna sonora dei successivi tre/quattro anni: parties, raves, chillout. […] Prima di questa scoperta componevo canzoni per chitarra e piano. Selected Ambient Works 82-95 è quello che mi ha fatto iniziare a comporre musica elettronica. Non facevo ancora hip-hop all’epoca, ma trance e happy hardcore con un altro ragazzo. Sono rimasto ossessionato dall’album per almeno cinque anni ed oggi, che lavoro con R&S Records, la label che lo ha pubblicato, sento che tutto questo è magico e speciale”.

Selected Ambient Works compie così venticinque anni di età, e noi abbiamo deciso di riproporvelo integralmente nel caso ve lo siate lasciati sfuggire.

Alessandro Carniel