forty + = forty four

BEC, dj inglese residente a Berlino, ci fa ascoltare in anteprima su Parkett la traccia “Solitude” dell’omonimo Ep, che uscirà il prossimo 13 maggio su Second State.

BEC torna alle origini. La carriera della dj britannica ha preso il volo proprio dalla label dei Pan Pot. Successivamente ha collezionato nel corso del tempo numerose uscite tra alcune delle label techno più influenti del pianeta. Da Drumcode di Adam Beyer a Intec di Carl Cox.

La dj, nata a Brighton ma cresciuta a Berlino, ha dimostrato sin dall’esordio su Second State nel 2016 di avere le carte in regola per potersi meritare un posto d’assoluto rilievo tra i rappresentanti di una techno dinamica, incisiva e allo stesso tempo personale.

I suoi dj set in festival come Awakenings e Burning Man, e in club tra cui il Watergate, l’Amnesia ed il Fabric hanno mostrato la sua forte capacità di ponderare perfettamente ritmi oscuri e ipnotici, con la potenza e la forza delle percussioni. Catturando perfettamente ogni momento all’interno del dj set in un speciale rapporto con il suo pubblico.

Con la fondazione della sua etichetta BEC , e il lavoro compiuto negli ultimi anni con aziende tra cui Roland e Novation, è riuscita a perfezionare i suoi strumenti. Negli anni ha  caratterizzato in maniera più netta ed originale il proprio sound ed il proprio marchio di produzione.

Oggi vi presentiamo in anteprima su Parkett la prima traccia tratta dal suo ultimo Ep su Second State, in uscita il prossimo 13 maggio.

“Solitude” è, appunto, la title track, in pieno stile BEC. Kick taglienti, suoni metallici e batterie potenti trasportano l’ascoltatore nell’atmosfera di un vero rave, ricostruendo un immaginario di techno industriale inedito ed affascinante. Una traccia che ci ha colpito per la sua capacità di alternare momenti veloci ad altri con un  maggiore respiro. Perfetto emblema della profondità della costruzione compositiva dell’artista inglese.

 

“Process Don’t Resist” è una traccia che cresce su un ritmo irregolare, rompendo ogni schema. Le trame metalliche contrastano con le percussioni irregolari ed i kick smorzati, riducendo l’elemento vocale a un grido stridente che sembra soffocato dall’avanzare della traccia successiva.

“Coming” sembra, infatti, tracciare un momento di stasi all’interno dell’Ep. Solo una parvenza che fa da incipit a un’esplosione caratterizzata dalla presenza di una cassa rimbombante e la capacità, esclusiva di BEC, di donare intensità e profondità alla struttura sonora.

L’ultima track, che chiude l’Ep, “Fear Parade” è la produzione più particolare. Il vocal ripetuto “Not Afraid”, che significa appunto io non ho paura , si distorce nella prosecuzione del pezzo, perdendo il suo ruolo da protagonista in favore di synth taglienti e atmosfere inquietanti. La frase è ripetuta alla fine del pezzo da una voce più robotica, quasi ad esprimere un’umanità totalmente prevaricata dal dominio delle macchine.

BEC lascia il segno senza timore, senza rinnegare se stessa e il suo stile musicale duro e potente. Vi auguriamo Buon Ascolto!