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I Fideles, artisti pugliesi all’attivo dal 2009, sono i protagonisti odierni della nostra rubrica Italian Affair.

Fideles, all’anagrafe Daniele Aprile e Mario Roberti, è un progetto nato da due dj tarantini che hanno assolutamente lasciato una propria impronta personale nella techno melodica moderna. Un affare non semplice. L’identità artistica dei due dj è cresciuta nel tempo, in un processo di maturazione del proprio sound.

Chiudere il loro sound dentro il cerchio stretto dell’ “Emotional techno” è un atto limitativo. In un mondo di copie, di tendenze veloci e passeggere, il vero segreto è non perdersi. Conservare sé stessi, le proprie origini nel modo di guardare e tracciare la propria traiettoria.

Oggi, i Fideles hanno all’attivo tantissime produzioni e numerosi dj set in tutto il mondo; nei club più importanti ed influenti raggiunti attraverso una strada di sacrificio e dedizione totale per la musica. Dal Rex di Parigi al Fabric di Londra, dal Watergate di Berlino all’Amnesia di Ibiza.

Le prime uscite su label come Impulsa Records di Tholli o su Moan son state le prime sperimentazioni su sound vibranti e strati di suono che si avvolgessero in una miscela coinvolgente. Ma i suoni dovevano senza dubbio ancora esplodere e trovare la potenza che hanno acquisito con gli anni.

Con le release su Afterlife, Exit Strategy ed Innervisions i Fideles hanno tracciato con maggiore sicurezza la loro strada e il loro sound personale. Che, seppur volgendo sempre lo sguardo a nuovi stimoli e nuove tendenze, non ne è mai schiavo.

L’ultimo remix, realizzato per Girls of Internet, ed edito lo scorso 18 giugno da Palm Rec è una chiara dimostrazione dei tratti distintivi dello stile dei due dj. Il suono originale si scioglie nella traccia. Più strati si sovrappongono creando una miscela perfetta tra synth melodici e percussioni.

Il vocal rimane dunque il protagonista della traccia, ma è riportato in una chiave più fluida. Un ottimo modo per rivisitare la traccia originale, che è stata resa più ballabile e in una dimensione decisamente più contemporanea. 

Abbiamo quindi deciso di raccontare su Parkett la storia e l’identità artistica dei due dj tarantini.

Un’interessante chiacchierata in cui Daniele e Mario si son raccontati a tutto tondo. Dall’evoluzione artistica e il loro orizzonte musicale al modo in cui affrontano la vita da dj con una certa notorietà. Senza dimenticare ovviamente di analizzare il momento storico delicato per il clubbin’ internazionale dovuto allo stop della pandemia.

Piedi per terra, concentrazione verso gli obiettivi futuri. Vi auguriamo una buona lettura, con in sottofondo l’ultimo podcast registrato per il club milanese Volt e uscito lo scorso venerdì. Un viaggio musicale di un’ora, perfetto sottofondo per leggere quest’intervista tutta d’un fiato.

 

Ciao Ragazzi! Benvenuti su Parkett. Inizierei dalla domanda più banale. Come state? Come avete vissuto questo periodo di stop forzato dalla musica e in che modo state affrontando questa graduale ripresa e (auspichiamo) riapertura imminente dei club e ripresa degli eventi?

Daniele: Ciao ragazzi, è un piacere essere qui con voi di Parkett. Stiamo bene, e un po’ come tutti gli artisti abbiamo speso, e stiamo ancora spendendo, molto tempo in studio per produrre e portare avanti progetti che in fase pre-covid era difficile ultimare. Abbiamo vissuto il primo lockdown con un pelo di serenità,  perché nessuno credeva ci fossero varie ondate. Quindi abbiamo ultimato in pochi mesi progetti che avevamo iniziato tanto tempo fa.

Dopo qualche mese però l’astinenza dai clubs si è fatta sentire. Per quanto ci riguarda, è fonte primaria anche di ispirazione per chi fa questo mestiere. Come affrontiamo la graduale ripresa dei clubs? Attendiamo con impazienza che tutto finisca (o quasi) e si possa tornare a condividere momenti importanti insieme, la musica ha bisogno di noi e noi di lei.

Mario: Ciao ragazzi, fortunatamente stiamo bene. Abbiamo trascorso molto tempo in studio (appagante a dire il vero) per i primi mesi. Dopo si è fatta sentire la mancanza del dancefloor. Vediamo un lenta ripresa del nostro settore all’estero, molto più lenta in Italia. Rimaniamo speranzosi del fatto che in questi mesi estivi si sblocchi del tutto questa situazione di incertezza che ci portiamo addosso ormai da più di un anno.

Per voi che siete nati e cresciuti in Puglia come artisti, in che dimensione di clubbin’ collocate la vostra crescita come Fideles?. Quali son stati gli stimoli personali che vi hanno portato ad avvicinarvi all’elettronica e quanto è stato difficile costruire il “network” di conoscenze giuste per poter fare emergere il talento in un ambiente lontano dai fasti delle capitali europee?

Mario: La Puglia per molti anni ha ospitato grandi eventi e grandi artisti. Fortunatamente entrambi abbiamo goduto di questi eventi che fanno parte del nostro bagaglio culturale ormai. La nostra crescita qui, ma in generale in Italia, è stata caratterizzata da molti sacrifici. Si sa, suonare nei Club in Italia non è semplice.  Diciamo che la nostra unica arma per emergere è stata la musica,  le nostre produzioni, non abbiamo mai avuto vita facile.  Poche persone hanno creduto in noi e un spinta finale è stata data dall’evoluzione musicale di questi anni e alla crescita esponenziale del nostro genere leggermente “diverso” più melodico.

Io mi sono avvicinato al mondo della musica inizialmente tramite la mia famiglia (mio nonno, mia madre e miei zii sono tutti musicisti) e in seguito studiando musica Classica per svariati anni (7 circa). Il passo verso l’elettronica è avvenuto un giorno frequentando mio cugino DJ Ringo (art director di Virgin Radio) e vedendolo suonare nei locali di Milano mi sono appassionato a questo genere musicale.

Daniele: Risulta difficile “collocare” la nostra crescita qui in Puglia e in Italia in generale, come ben sapete qui il clubbing ha avuto dei picchi importanti, ma negli ultimi anni non è stato facile. Abbiamo fatto tanta gavetta, cercando di farci strada lentamente nei locali più importanti della Puglia, in alcuni ci siamo riusciti, in altri no.

Forse anche un po’ stanchi di seguire un sistema (a mio modo di vedere) poco meritocratico, abbiamo deciso di implementare le nostre sessioni in studio, dedicando molto più tempo alla fase di music production che a quella del djing. Questo, nel tempo, ha dato i frutti sperati. Io personalmente mi sono avvicinato al pianoforte e alla musica in generale già da piccolo, studiando per qualche anno, poi negli anni in cui ho vissuto a Milano.

Ho molto apprezzato la musica Trip-Hop ed elettronica in generale. Questo ha scaturito in me il desiderio di connettere alcune sonorità più eteree con la musica dancefloor in generale. Le conoscenze sono arrivate solo dopo aver rilasciato i nostri primi lavori, momento in cui qualcuno si è “accorto” di noi, dandoci fiducia e mostrando interesse per quello che facciamo.

C’è stato un momento preciso ricollegabile all’uscita di una traccia o magari anche ad un semplice episodio in cui avete detto “ok, questo è il momento di svolta” o è stato un processo graduale?

Mario: Un momento che riteniamo un punto fondamentale della nostra crescita artistica è stato dopo l’uscita di “The Border” su Exit Strategy di Dixon e con Impressum su Afterlife dei Tale Of Us avvenute nello stesso anno. In quel momento ci siamo detti “cavolo sta succedendo davvero” .Vedere il supporto di tanti grandi artisti è stato appagante, soprattutto dopo tanti anni di lavoro. Comunque il nostro percorso è iniziato ufficialmente nel 2009, quindi non proprio ieri.

Daniele: Se dovessi analizzare la nostra crescita, parlerei più di una lenta evoluzione, in cui ogni piccolo tassello ha fatto la sua parte, ma se proprio dovessi citare una sorta di “turning point”, quelli dell’uscita di “The Border” e del primo EP rilasciato su Afterlife (come accennato da Mario), sono stati di sicuro fattori determinanti.

Da quel momento diciamo che tutto è stato più facile, creare connessioni tra noi e gli addetti al settore, fare uscire musica su varie labels, e vedere grandi artisti supportare le nostre tracks, insomma tutto è stato più semplice. Detto ciò, che non si pensi che adesso sia una passeggiata. Quello che ho notato fino ad ora è che più cresci, più aumentano le responsabilità, e la possibilità di fare errori ed essere giudicati aumenta a dismisura.

Il vostro genere musicale è decodificato in quella che potremmo definire “techno emozionale”. Vi sentite dentro questa definizione o pensate che decodificare la musica nel 2021, in un’epoca piuttosto fluida, sia un atto ormai desueto o comunque relegato a un’epoca passata in cui i generi erano nettamente distinti?

Daniele: Ecco, la Melodic Techno oggi è un genere a sé, ma “codificarci” sotto tale genere è sbagliato, per lo meno se si ascoltano le nostre produzioni fino ad ora. Da sempre ci siamo sentiti liberi di esprimere le nostre idee musicali e trasformare le varie emozioni in musica senza mai dover seguire nessun market flow. Motivo per cui più di un anno fa, proprio mentre la melodic techno iniziava a dominare le varie classifiche, abbiamo rilasciato “Brain Machine”, una track del tutto lontana da tale genere. Ha gridato agli addetti al settore qualcosa come “la musica non deve avere schemi o specifici trends”.

Ecco se c’è un ambito in cui ciascuno di noi può sentirsi davvero libero, quello è la musica. Ciò che ascolti, ciò che produci, deve raccontare qualcosa di te, un gusto, un emozione, un sogno. Rimanere legati ad un genere specifico è una scelta che capisco ma non condivido.

Mario: Diciamo che non ci è mai piaciuto identificarci in un genere ben preciso. Chiunque abbia sentito un nostro dj set o le nostre produzioni può rendersi conto che ci piace suonare e produrre di tutto. Ovviamente senza snaturarci completamente dalle nostre radici più dancefloor. Ci piace emozionarci, e far emozionare la gente quando ci ascolta. Crediamo che nei nostri giorni bisogna essere aperti mentalmente e capire che ormai anche un disco di un genere completamente diverso può essere bello. Per questo credo che decodificare la musica oggi in generale sia una cosa obsoleta ormai.

L’esperienza con Afterlife è stata senza dubbio determinante nello sviluppo del vostro stile personale. Qual è il passaggio fondamentale a livello di sound ,e se vogliamo di consapevolezza personale, tra il primo Ep “Impressum” ed “Endless Sacrifice”?

Mario: Con Matteo e Carmine si è creato un grande rapporto di amicizia  e di lavoro, non vogliamo dire che sia stato “semplice” lavorare per Afterlife perché non è stato così. Se dovessimo descrivere il momento lo definiremmo come una “liberazione”. In fin dei conti abbiamo sempre voluto raccontarci in questo genere musicale, abbinare i groove della Techno più aggressiva ai synth e alle melodie. Lo considererei un processo naturale nato dal nostro incontro, che ci ha permesso di esprimerci nella maniera più libera possibile, ed è stato fantastico.

Daniele: Era da un po’ di tempo che producevamo cose più sentimentali e profonde, ma non sapevamo dove mandare le tracks. Poi una sera, guidando per strada ho pensato ad Afterlife, pur sapendo quanto difficile fosse data la fama della label stessa. Nel nostro più totale stupore, Matteo e Carmine decisero di stampare il nostro primo EP “Impressum“, ed il tutto avvenne in meno di 10 giorni. Ci sembrava quasi impossibile.

Da qui è nata una forte amicizia e collaborazione su vari fronti. L’uscita del secondo EP ha sancito in un certo senso questo legame, che si è fatto ancora più intenso con gli Showcases e i vari EP e stream che abbiamo realizzato. Un dettaglio fondamentale resta quello che i Tale of Us ci continuino a lasciare ampio spazio di azione in termini musicali, senza mai chiederci di seguire nessun trend, e questo per noi è del tutto apprezzabile in vista del nostro musical process.

L’ultima traccia “Awe” uscita qualche settimana fa su Impressum Recordings, la vostra etichetta, l’avete definita come un “pezzo di voi”, un pezzo dei Fideles da donare in qualche modo ad ogni ascoltatore. Mi ha colpito molto questa definizione, credo che la missione di un artista sia sempre quella di trasmettere attraverso la composizione una parte di un proprio vissuto, più che un concept musicale. 

Mario: Avere una nostra label è stata un decisione che ha impiegato tempo. Entrambi sapevamo che averne una comporta tanta dedizione, per curarla e cercare di trasmettere qualcosa alle persone che ci seguono e non. Effettivamente è un pezzo di noi. La nostra casa. Abbiamo iniziato questo percorso con la premessa di sentirci sempre liberi e selezionare solo le tracks migliori, che siano sempre in linea con il concept della label. Senza mai badare solo ai “nomi” ma anche e soprattutto alla sostanza.

Riguardo ad “Awe”, lavorando insieme sulla track poco prima dello streaming di Afterlife notammo un forte potenziale. Di solito iniziamo a ballare in studio quando facciamo qualcosa che ci piace molto, ed è successo quando abbiamo finito questa track. Ovviamente non avremmo mai immaginato di ricevere così tanti messaggi dopo lo streaming. Abbiamo avuto una conferma del bel lavoro svolto in studio e quindi abbiamo deciso dopo qualche mese di farla uscire su Impressum.

Daniele: “Awe” nasce più di un anno fa, come sempre da una melodia scritta in pochi minuti (le nostre migliori tracks sono sempre state fatte così). Qualche settimana dopo, preparando la tracklist per lo Unity Stream x Afterlife, abbiamo deciso di includerla. Devo ammettere che i feedback arrivati per mesi ci hanno lentamente convinto che fare uscire questa track some singolo sulla nostra Impressum, fosse le scelta migliore, e così è stato. Un pezzo di noi, dedicato alla libertà di tutti, con la speranza che questa stessa libertà possa tornare al più presto. Vogliamo rivivere il clubbing, ed i momenti di aggregazione in genere, nel modo più intenso possibile.

Da buon “Italian Affair”, artisti italiani che hanno acquisito una certa credibilità all’estero, cosa c’è di “italiano” nella vostra musica o nel vostro modo di approcciarvi all’universo elettronico?

Daniele: Bene, di italiano qui c’è solo Mario che mangia pasta tutti i giorni, anche quando suoniamo in Messico . Scherzi a parte credo che la musica non abbia nazionalità, e nel nostro caso specifico, non credo che quanto fatto fino ad oggi in termini di produzioni induca la gente a pensare che siamo italiani, motivo per cui chiunque crede che abbiamo altre origini.

Per quanto concerne il modo di approcciarsi, che sia italiano o giapponese, educazione e rispetto sono componenti fondamentali nelle nostre connessioni. In questo settore chiunque è importante, dal promoter al driver, dal fan al ragazzo che pulisce i tavoli. Ciascuno di noi fa parte di un puzzle che necessita di ogni singolo tassello, e la musica in generale, non ammette eccezioni. Bisogna rispettarla perché se siamo qui è grazie a lei.

Mario: Potremmo dire che di Italiano c’è tanto, come potremmo dire che c’è poco. Ci capita spesso di sentire “ah ma quindi siete Italiani”. Diciamo che capiscono che siamo Italiani dal nostro modo fare, specialmente con le persone con cui lavoriamo. Siamo persone umili e molto semplici, bastano 5 minuti per entrare in sintonia con chiunque. Musicalmente crediamo che la nostra track più “italiana” sia Brain Machine. Quel misto di suoni che ci riconducono un po’ al sound italiano più anni 80, quel tipo di track che difficilmente passa inosservata.

I dj oggi vivono più una vita da “popstar” che da artigiani, potremmo dire. Ogni tanto, per molti rappresenta un problema, la perdita di contatto con la realtà, il sentirsi, in un certo senso, dentro una bolla in cui tutto è giusto, tutto è concesso. Quanto vi pesa il successo nella vostra quotidianità e quale ritenete sia l’aspetto più difficile da gestire di questa vita?

Mario: Purtroppo è un argomento molto in voga ultimamente. A dire la verità a noi non piace tanto parlarne. Ma per un semplice motivo: ci piace essere noi stessi. Abbiamo letto vari articoli su alcuni Dj con pretese assurde o con comportamenti irrispettosi. Speriamo che questa moda passi prima o poi. Noi viviamo la nostra quotidianità indifferentemente, come lo facevamo molti anni fa quando non avevamo questa fortuna di girare il mondo. O di fare il lavoro che abbiamo sempre sognato di fare. Specialmente io, ho 3 figli, quando non sono in studio a lavorare cerco di godermi la famiglia al massimo, è la cosa più importante per me. Spesso anche un motivo di ispirazione quando siamo in studio.

Daniele: Credo che in qualunque settore, il guadagnare cifre davvero importanti, possa causare un senso di perdita di contatto della realtà. Come accennava Mario, si sente spesso di artisti che fanno richieste davvero assurde. Non è il caso nostro. Avere amici veri, una famiglia che ti supporta, e radici sane, sono gli ingredienti per evitare che si perda l’artista e si trasformi in pop-star cinica. Considerato ciò, conosciamo bene artisti davvero importanti che non sono mai cambiati nel loro percorso, dimostrando che è solo un mera questione personale. Con un po’ di sacrificio e lucidità si può rimanere se stessi pur facendo fatturati importanti.

Immagino che ascoltiate tantissima musica. Ma se doveste dirmi al momento i 5 titoli che sono in cima alla vostra playlist, quali mi direste

Daniele:

Rival Consoles – Vibrations on a String

Joep Beving – Hanging D

SOHN – Rennen

Dorian Gray – Nyctophilla – Edit Select Remix

Monoloc – Muted

Mario:

Depeche Mode – Should be higher

Rival Consoles – Untravel

Bjork – Army Of Me

Radiohead – Daydreaming

Moderat – Bad Kingdom

Il vostro è un sound maturo, personale, frutto evidente delle vostre visioni, del vostro modo di intendere la realtà. Ma sempre più spesso, il panorama musicale offre copie uguali a se stesse. Qual è per voi, il segreto per lasciarsi ispirare, senza diventare delle copie musicali in balia dei trend del mercato?

Daniele: Le copie purtroppo sono sempre esistite, e quello che oggi vediamo nell’ industria underground  non è nulla di nuovo o sconcertante. Imitare, o per lo meno cercare di imitare un artista che ti rappresenta è ancora più marcato oggi, ma ad essere onesti è qualcosa che nella musica è sempre esistita. La differenza la fa chi, a modo suo, “crea” qualcosa di bello, nuovo ed inaspettato nel momento giusto, spesso andando contro tendenza.

Nulla di facile, intendiamoci, ma quello è il segreto per dimostrare a tutti che hai la marcia in più. L’idea che altri non hanno, l’intuizione veloce, tutte cose che sono fondamentali per emergere in un mercato davvero colmo di alternative. Non non abbiamo un segreto. Da sempre lasciamo che la Natura, e le nostre singole esperienze siano da traino per le nostre idee. Cerchiamo sempre di aver coraggio nell’esprimere il nostro musical flow, e lo facciamo senza voler “accontentare” nessuno, cerchiamo solo di raccontare un dettaglio, un’esperienza, attraverso una canzone.

Mario: Ormai esistono tanti bravi produttori, e siamo arrivati anche a una leggera saturazione. Si sentono spesso produzioni molto simili. Onestamente noi non abbiamo un “segreto”. Spesso ci lasciamo ispirare dallo stato d’animo, o dal nostro territorio, che permetteteci di dire la nostra Taranto è stupenda. Ma oltre questo cerchiamo sempre di dare un senso a quello che facciamo, nelle melodie, nella ricerca dei suoni giusti. Ormai per fare la differenza e rimanere nella mente dell’ascoltatore non basta più l’idea.

Quando si inizia un lavoro si parte da un’idea ben precisa di quello che si vuole ottenere, c’è chi riesce a esprimersi perfettamente riportando quello che si ha in mente sulla daw e chi meno. Oltre questo, a volte non si pensa che basta davvero poco (un lead particolare o un suono) per fare qualcosa di bello e diverso.

Avete suonato in tantissimi contesti differenti. C’è un evento in particolare o un club in cui non vedete l’ora di rimettere piede in cui trovate una particolare sinergia con la pista?

Daniele: Direi che è impossibile citare tutte le straordinarie esperienze che abbiamo fatto nei vari clubs, ma se proprio dovessi citare alcuni di questi, direi di sicuro il Panorama Bar di Berlino, il Grand Factory di Beirut (purtroppo ancora oggi rovinato dall’esplosione), il Crobar a BA, e come potrei non citare qualunque degli showcase di Afterlife, specie all’Off Week a Barcelona.

Mario: E’ difficile dirne qualcuno in particolare. Quando ti piace suonare, ti piace farlo ovunque. Se dovessimo sceglierne uno ci piacerebbe tornare presto a farlo in un party Afterlife a Ibiza, dove ci sentiamo ormai a casa. Oltre che al Panorama Bar, l’ultima volta abbiamo avuto un feeling speciale con il dancefloor. Ovviamente ce ne sono tanti altri ma sarebbe impossibile elencarli tutti.

Ultima domanda. Quali sono i progetti futuri dei Fideles?

Daniele: Abbiamo in uscita un remix per Girls of Internet entro fine mese, poi un singolo su Afterlife. Dopo di che le nostre forze saranno concentrate sul nostro Album. Sarà una sorta di riassunto musicale di quello che abbiamo fatto e non fatto fino ad ora. C’è ovviamente tanta musica in uscita su Impressum, e speriamo in un’ imminente riapertura degli eventi. Soprattutto in larga scala per poter lanciare la nostra prima Impressum Night. Ma i dettagli si scopriranno strada facendo.

Mario: Come accenna Daniele abbiamo questo remix in uscita e subito dopo un singolo su Afterlife, Successivamente ci saranno delle piccole anticipazioni del nostro nuovo Album, ma non posso dirvi di più.

ENGLISH VERSION

The Fideles, Apulian artists who have been active since 2009, are today’s protagonists of our Italian Affair column.

The Fideles, born Daniele Aprile and Mario Roberti, are two DJs from Taranto who have absolutely left their own personal imprint in modern melodic techno. Not an easy deal.

The artistic identity of the two DJs has grown over time, in a process of maturation of their sound. Closing their sound within the tight circle of “Emotional techno” is a limiting act. In a world of copies, of fast and fleeting trends, the real secret is not to get lost.
Preserve oneself, one’s origins in the way of looking and tracing one’s own trajectory. Today, I Fideles have many productions and numerous DJ sets to their credit all over the world. In the most important and influential clubs achieved through a path of sacrifice and total dedication to music.
From the Rex of Paris to the Fabric of London, from the Watergate of Berlin to the Amnesia of Ibiza. The first releases on labels such as Tholli’s Impulsa Records or Moan were the first experiments on vibrant sounds and layers of sound that wrapped themselves in an engaging blend. But the sounds undoubtedly still had to explode and find the power they have acquired over the years.
With the releases on Afterlife, Exit Strategy and Innervisions the Fideles have traced their path and their personal sound with greater certainty. Who, although always looking at new stimuli and new trends, is never a slave to them.
The latest remix, made for Girls of the Internet, and published last June 18 on Palm Rec is a clear demonstration of the distinctive features of the style of the two DJs. The original sound melts into the track. Multiple layers overlap creating a perfect blend of melodic synths and percussion.
The vocal therefore remains the protagonist of the track, but is brought back in a more fluid key. A great way to revisit the original track, which has been made more danceable and in a decidedly more contemporary dimension.
We therefore decided to tell the story and the artistic identity of the two djs from Taranto about Parkett. An interesting chat in which Daniele and Mario talked about each other in the round. From the artistic evolution and their musical horizon to the way they face the DJ life with a certain notoriety.

Without forgetting of course to analyze the delicate historical moment for the international clubbing due to the stop of the pandemic. Down to earth, focus on future goals.These are Fideles. 

We wish you a good read, with the latest podcast recorded for the Milanese club Volt in the background and released last Friday. A one-hour musical journey, perfect background for reading this interview in one breath.

Hi guys! Welcome to Parkett. I would start with the most trivial question. How are you? How did you experience this period of forced stop from music and how are you facing this gradual return and (hopefully) imminent reopening of clubs and new beggining of events?

Daniele: Hi guys, it’s a pleasure to be here with you at Parkett. We’ re fine, and a bit like all artists we have, and are still spending, a lot of time in the studio to produce and carry on that was difficult to finish in the pre-covid phase. We experienced the first lockdown with a bit of serenity, because no one believed there were various pandemic phases. So, in a few months, we have completed projects that we started a long time ago.

After a few months, however, the abstinence from clubs made itself felt. As far as we are concerned, it’s also a primary source of inspiration for those who do this job. How do we deal with the gradual recovery of clubs? We look forward to everything ending (or almost) and we can go back to sharing important moments together, music needs us and we need it.

Mario: Hi guys, luckily we’re fine. We spent a lot of time in the studio (actually rewarding) for the first few months. After that, the dancefloor was missed. We see a slow recovery of our sector abroad, slower in Italy. We remain hopeful that in these months this situation of uncertainty that we have been carrying around for more than a year will be completely released.

For you who were born and raised in Puglia as Fideles, in what dimension of clubbin ‘do you place your growth as artists? “. What were the personal motivation that led you to approach electronics and how difficult it was to build the” network “of the right people to be able to bring out talent in an environment far from the glories of European capitals?

Mario: Puglia’s hosted great events and great artists for many years. Fortunately we both enjoyed these events which are part of our cultural background by now. Our growth here, but in Italy in general, has been characterized by many sacrifices. Yes, playing in clubs in Italy isn’t easy. Let’s say that our only weapon to emerge was the music, our productions, we never had an easy life. Few people believed in us and a final push was given by the musical evolution of these years and the exponential growth of our slightly “different” more melodic genre.

I approached the world of music initially through my family (my grandfather, my mother and my uncles are all musicians) and later studying Classical music for several years (about 7). The step towards electronics took place one day when I was dating my cousin DJ Ringo (art director of Virgin Radio) and seeing him play in the clubs of Milan I became passionate about this musical genre.

Daniele: It’s difficult to “place” our growth here in Puglia and in Italy in general, as you well know here clubbing has had important peaks, but in recent years it hasn’t been easy. We’ve done a lot of apprenticeship, trying to make our way slowly in the most important places in Puglia, in some we’ve succeeded, in others we haven’t.

But, was there a specific moment related to the release of a track or maybe even to a simple episode where you said “ok, this is the turning point” or was a gradual process?

Mario: A moment that we consider a fundamental point of our artistic growth was after the release of “The Border” on Dixon‘s Exit Strategy and with Tale Of Us‘s Impressum on Afterlife in the same year. At that moment we said to ourselves “cabbage is really happening”. Seeing the support of so many great artists was rewarding, especially after so many years of work. However, our journey officially began in 2009, so not just yesterday.

Daniele: If I had to analyze our growth, I would speak more of a slow evolution, in which every little piece has played its rule, but if I had to mention a  “turning point”, those of the release of “The Border” and of the first Ep released on Afterlife (as mentioned by Mario), were certainly determining factors.

From that moment we say that everything has been easier, creating connections between us and the people in the sector, releasing music on various labels, and seeing great artists supporting our tracks, in short, everything has been simpler. Having said that, don’t think that now it’s a walk in the park, what I’ve noticed so far is that the more you grow, the more responsibilities increase, and the possibility of making mistakes and being judged increases dramatically.

Your musical genre is decoded in what we could define as “emotional techno”. Do you feel within this definition or do you think that decoding music in 2021, in a rather fluid era, is an act now obsolete or in any case relegated to the past in which genres were clearly distinct?

Daniele: Well, Melodic Techno today is a genre in itself, but “codifying” us under this genre is wrong, at least if you listen to our productions up to now. We’ve always felt free to express our musical ideas and transform various emotions into music without ever having to follow any market flow. Reason why more than a year ago, just as melodic techno was starting to dominate the various charts, we released “Brain Machine”, a track that’s completely far from that genre. He shouted to the insiders something like “music doesn’t have to have patterns or specific trends”.

Here is if there is one area in which each of us can feel truly free, that’s music. What you listen to, what you produce, must tell something about you, a taste, an emotion, a dream. Remaining tied to a specific genre is a choice that I understand but do not agree with.

Mario: Let’s say that we have never liked to identify ourselves inside a specific genre, anyone who’s heard one of our DJ sets or our productions can realize that we like to play and produce everything. Obviously without completely distorting our more dancefloor roots. We like to get excited, and to get people excited when they listen to us. We believe that nowadays you’ve to be open minded and understand that now even a record of a completely different genre can be beautiful. This is why I believe that decoding music today in general is obsolete now.

The experience with Afterlife has undoubtedly been instrumental in developing your personal style. What’s the main passage in terms of sound and if we want personal awareness between the first Ep “Impressum” and “Endless Sacrifice”?

Mario: A great friendship and work relationship was created with Matteo and Carmine, we don’t want to say that it was “easy” to work for Afterlife because it wasn’t like that. If we were to describe the moment we would define it as a “liberation”. After all, we have always wanted to talk about this musical genre, to combine the grooves of the most aggressive Techno with synths and melodies. I would call it a natural process born of our meeting, which allowed us to express ourselves in the freest way possible, and it was fantastic.

Daniele: We had been producing more sentimental and profound things for some time, but we didn’t know where to send the tracks. Then one evening, driving down the street, I thought about Afterlife, even knowing how difficult the fame of the label itself was. To our total amazement, Matteo and Carmine decided to print our first ep “Impressum”, and everything happened in less than 10 days. It seemed almost impossible.

From here a strong friendship and collaboration was born on various fronts. The release of the second Ep has sanctioned in a certain sense this bond, which has become even more intense with the Showcases and the various Ep and streams that we have created. A fundamental detail remains that Tale of Us continue to leave us ample room for action in musical terms, without ever asking us to follow any trend, and this is entirely appreciable for us in view of our musical process.

The last track “Awe” released a few weeks ago on Impressum Recordings, your label, you defined it as a “piece of you”, a Fideles’ piece to be given to every listener in some way. This definition struck me a lot, I believe that the mission of an artist is always to transmit through the composition a part of one’s own experience, rather than a musical concept.

Mario: Having our own label was a decision that took time, we both knew that having one involves a lot of dedication, to take care of it and try to convey something to the people follower and not. Indeed it’s a piece of us, our home. We started this journey with the premise of always feeling free and selecting only the best tracks, which are always in line with the label concept, without ever paying attention only to the “names” but also and above all to the substance.

Regarding “Awe”, working together on the track shortly before the Afterlife stream we saw a lot of potential. We usually start dancing in the studio when we do something we really like, and it happened when we finished this track. Obviously we never imagined we would receive so many messages after streaming. We had a confirmation of the good work done in the studio and then we decided after a few months to release it on Impressum.

Daniele: “Awe” was born more than a year ago, as always from a melody written in a few minutes (our best tracks have always been like this). A few weeks later, preparing the tracklist for Unity Stream x Afterlife, we decided to include it. I have to admit that the feedback coming in for months slowly convinced us that releasing this track as a single on our Impressum was the best choice, and it did. A piece of us, dedicated to the freedom of all, with the hope that this same freedom can return as soon as possible. We want to relive clubbing, and the moments of aggregation in general, in the most intense way possible.

As a good “Italian Affair”, Italian artists who have acquired a certain credibility abroad, what is “Italian” in your music or in your way of approaching the electronic universe?

Daniele: Well, the only Italian here is Mario who eats pasta every day, even when we play in Mexico. Joke. Seriously I believe that music has no nationality, and in our specific case, I do not think that what has been done up to now in terms of productions leads people to think that we are Italian, which is why anyone believes that we have other origins.

As regards the way of approaching, whether Italian or Japanese, education and respect are fundamental components in our connections, in this sector anyone is important, from the promoter to the driver, from the fan to the guy who cleans the tables, each of us is part of a puzzle that requires every single piece, and music in general doesn’t admit exceptions, we must respect it because if we are here it is thanks to her.

Mario: We could say that there’s a lot of Italian, as we could say that there’s a little bit. We often hear “ah but so you are Italian” let’s say that they understand that we are Italians from our way, especially with the people we work with, we are humble and very simple people, it takes 5 minutes to get in tune with anyone. Musically we believe that our most “Italian” track is “Brain Machine”. That mix of sounds that bring us back a little to the Italian sound more than the 80s, that type of track that hardly goes unnoticed.

DJs today live more a life as a “popstar” than as an artisans, we could say. Every so often, for many it represents a problem, the loss of contact with reality, feeling, in a certain sense, inside a bubble in which everything is right, everything is allowed. How much does success weigh on you in your daily life and which do you think is the most difficult aspect of this life to manage?

Mario: Unfortunately it is a very popular topic lately. To tell the truth, we don’t really like talking about it, but for one simple reason, we like to be ourselves. We have read various articles about DJs with absurd claims or with disrespectful behavior and we hope that this trend will pass sooner or later. We live our daily lives indifferently, as we did many years ago when we didn’t have the good fortune to travel the world and do the work we’ve always dreamed of doing. Especially me, I’ve 3 children, when I’m not in the studio to work I try to enjoy the family to the fullest, it’s the most important thing for me, and often also a source of inspiration when we’re in the studio.

Daniele: I believe that in any sector, earning really important figures can cause a sense of loss of contact with reality. As Mario mentioned, we often hear of artists making really absurd requests. This is not the case here. Having real friends, a family that supports you, and healthy roots are the ingredients to avoid losing the artist and turning into a cynical pop star. That said, we know really important artists well who have never changed in their path, proving that it’s only a mere personal matter. With a little sacrifice and clarity, you can remain yourself while still making important turnovers.

I guess you listen to a lot of music. But if you were to tell me at the moment the 5 titles that are at the top of your playlist, which ones would you tell me

Daniele:

Rival Consoles – Vibrations on a String

Joep Beving – Hanging D

SOHN – Rennen

Dorian Gray – Nyctophilla – Edit Select Remix

Monoloc – Muted

Mario:

Depeche Mode – Should be higher

Rival Consoles – Untravel

Bjork – Army Of Me

Radiohead – Daydreaming

Moderat – Bad Kingdom

Yours is a mature, personal sound, the evident result of your visions, of your way of understanding reality. But increasingly, the music landscape offers copies that are often the same as themselves. What’s the secret for you to be inspired, without becoming musical copies at the mercy of market trends?

Daniele: Unfortunately, copies have always existed, and what we see today in the underground industry is nothing new or disconcerting. Imitating, or at least trying to imitate an artist who represents you is even more marked today, but to be honest it’s something that has always existed in music. The difference is made by those who, like him, “create” something beautiful, new and unexpected at the right time, often going against the trend.

Nothing easy, mind you, but that’s the secret to show everyone that you have the edge. The idea that others do not have, the quick intuition, all things that are fundamental to emerge in a market that is truly full of alternatives. We don’t have a secret. We have always let Nature, and our individual experiences, be the driving force for our ideas. We always try to have courage in expressing our musical flow, and we do it without wanting to “please” anyone, we just try to tell a detail, an experience, through a song.

Mario: By now there are many good producers, and we have even reached a slight saturation. Very similar productions are often heard. We honestly don’t have a “secret”. We often let ourselves be inspired by the mood, or by our territory, which allow us to say our Taranto is wonderful. But beyond this we always try to make sense of what we do, in the melodies, in the search for the right sounds. Now to make a difference and remain in the listener’s mind, the idea is no longer enough.

Often when you start a job you start from a very precise idea of ​​what you want to achieve, there are those who manage to express themselves perfectly by reporting what they have in mind on the daw and some less. Beyond this, sometimes it is not thought that it takes very little (a particular lead or a sound) to make something beautiful and different.

 

You have played in many different contexts. Is there a particular event or a club where you can’t wait to get back on track where you find a particular synergy with the track?

Daniele: I would say that it’s impossible to mention all the extraordinary experiences we have had in the various clubs, but if I had to mention some of these, I would certainly say the Panorama Bar in Berlin, the Grand Factory in Beirut (unfortunately still ruined by the explosion) , the Crobar in BA, and how could I not mention any of the Afterlife showcases, especially at Off Week in Barcelona.

Mario: It’s difficult to name anyone in particular. When you like to play, you like to play everywhere. If we had to choose one we would love to come back soon to do it at an Afterlife party in Ibiza, where we feel at home now. In addition to the Panorama Bar, last time we had a special feeling with the dancefloor. Obviously there are many others but it would be impossible to list them all.

Last question. What are Fideles’ future plans?

Daniele: We’ve a remix for Girls of Internet out later this month, then a single on Afterlife. After that our forces will be concentrated on our Album. It will be a kind of musical summary of what we have done and not done so far. There is obviously a lot of music coming out on Impressum, and we hope for an imminent reopening of the events. Especially on a large scale to be able to launch our first Impressum Night. But the details will be discovered along the way.

Mario: As Daniele mentions we have this remix coming out and immediately after a single on Afterlife, Subsequently there will be some small previews of our new Album, but I can’t tell you more.