La techno nasce a Detroit nella seconda metà degli anni Ottanta, dall’incontro tra la disciplina della disco, il futurismo della new wave europea e la disillusione di una città post-industriale. Da lì attraversa l’Atlantico, trova a Berlino la sua capitale simbolica dopo la caduta del Muro, e si ramifica in decine di sottogeneri che oggi convivono negli stessi festival e negli stessi club, spesso nella stessa serata. Questa pagina raccoglie gli articoli che Parkett ha dedicato al genere: storia, artisti, sottoculture e attrezzatura, aggiornata via via che pubblichiamo nuovi contenuti.
Le origini: da Detroit a Berlino
Il punto di partenza sono i cosiddetti Belleville Three – Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson – e il collettivo che negli anni Novanta ne ha radicalizzato il messaggio politico, gli Underground Resistance. Su questo periodo abbiamo scritto Storia della musica techno: da Detroit a Berlino, un racconto che ricostruisce il passaggio dalle prime produzioni casalinghe di Detroit all’adozione di massa nei club tedeschi. Per approfondire i singoli protagonisti ci sono Detroit DNA: Juan Atkins, La storia di K-Hand, la First Lady of Detroit Techno e la storia di UNDERGROUND RESISTANCE, IL CUORE DELLA DETROIT TECHNO, oltre al documentario ““Somewhere in Detroit”: il nuovo documentario sulla storia di Underground Resistance” e a Drexciya, di cui abbiamo raccontato la ristampa integrale del catalogo in Drexciya: Tresor ristampa “Fusion Flats” e il catalogo completo del gruppo techno di Detroit. Chi preferisce un formato più lungo può partire da Tutta la storia della Techno di Detroit in un libro imperdibile o dalla mostra che il Il Michigan State University Museum ospiterà una mostra sulla Detroit Techno.
Per un primo ascolto ragionato, la selezione di riferimento resta 30 tracce che hanno segnato la storia della musica Techno.
Berlino, la capitale simbolica
Nessun’altra città ha un rapporto così stretto con questo genere. Il Berghain, il Tresor, il paesaggio di club nati negli spazi industriali dismessi dopo la riunificazione: ne abbiamo scritto in Etimologia: Berghain, in ClubHistory: un itinerario virtuale tra i club che hanno fatto la storia di Berlino, un itinerario tra i locali che hanno fatto la storia della città, e in Tresor 31: Arte, Techno e la Storia di Berlino, dedicato ai trent’anni di uno dei club più influenti al mondo. Sulla stessa scia, il documentario raccontato in Cineclub: Tresor Berlin Documentary, la storia del Club che fa innamorare il mondo da quasi 30 anni e le novità più recenti come AM: il nuovo club di Berlino.
Rave culture e sottogeneri
La techno non è mai stata solo musica da club: è cresciuta anche nei rave illegali, nei capannoni e nei campi, con un’estetica e una politica proprie. Ne parliamo in Spiral Tribe: Una Storia di Ribellione ed Oppressione e in I migliori rave degli anni 90 raccontati da Max Durante, mentre sul versante italiano LA TECHNO INDUSTRIAL ITALIANA: MAX DURANTE racconta una delle scene meno documentate del genere. Per chi vuole andare più a fondo nella cultura rave degli anni Novanta, tre letture: Rave: il libro sulla scena techno tedesca degli anni ’90, Spiralled, il libro di Seana Gavin che racconta la scena rave anni ’90 e Kein Morgen: Werner Amann documenta la scena rave dei primi anni ’90; sul lato documentario, In arrivo “Better Days” documentario sulla rave culture inglese e “All We Wanna Do Is Dance”: è in arrivo il documentario definitivo sull’Acid House tornano rispettivamente sulla rave culture inglese e sulle radici dell’acid house. Fuori dall’asse Detroit-Berlino, Manga Corps: la rave culture giapponese raccontata da Gabber Eleganza racconta come lo stesso immaginario abbia attecchito in Giappone.
Gli artisti che hanno definito il suono
Alcuni percorsi artistici valgono da soli una introduzione al genere. Abbiamo raccolto un decennio di carriera in Carl Cox in 10 tracce fondamentali, e ripercorso uno dei dischi più influenti della storia del genere in L’album del ’94 di Robert Hood, Minimal Nation, avrà una ristampa in triplo vinile.
L’attrezzatura: cosa serve per suonare e produrre techno
Dietro ogni set e ogni produzione c’è una strumentazione precisa. Sul lato DJing abbiamo recensito Technics SL-1210 MK7: una recensione, ancora oggi lo standard per chi suona in vinile, e Abbiamo provato i nuovi Pioneer Dj CDJ 3000: ecco come è andata, il lettore più diffuso nei club di tutto il mondo; per chi deve scegliere una console, la nostra guida è MIGLIORI MIXER PER DJ: LE 10 SCELTE SUL MERCATO. Sul lato produzione, I 10 MIGLIORI SINTETIZZATORI CHE HANNO SEGNATO LA STORIA DELLA MUSICA ELETTRONICA e Le migliori drum machine sul mercato restano i punti di partenza più consultati dai nostri lettori.
Questa pagina viene aggiornata quando pubblichiamo nuovi articoli rilevanti per il genere. Per le notizie quotidiane, la sezione di riferimento è News; per le voci dirette degli artisti, Interviews.