Prima ancora di diventare uno dei DJ più influenti di sempre, Jeff Mills è stato “The Wizard”: il soprannome con cui, a metà anni ’80, mixava in diretta radio a Detroit set talmente veloci e tecnici da sembrare, appunto, magia. Da lì in avanti la sua carriera ha attraversato quasi ogni forma che la musica elettronica potesse assumere, restando sempre riconoscibile per un’estetica essenziale, quasi meccanica, e per un’ossessione dichiarata verso il futuro, lo spazio e la fantascienza. Nato a Detroit, la stessa città che ha dato i natali al genere insieme a Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson, Mills ne rappresenta oggi forse la figura più longeva e coerente: un artista che ha attraversato quattro decenni senza mai smettere di produrre, suonare e sperimentare. In questa pagina raccogliamo tutto quello che Parkett ha scritto su di lui: uscite, collaborazioni, incursioni fuori dalla techno.
Axis Records: trent’anni di futurismo sonoro
Dopo l’esperienza fondativa negli Underground Resistance insieme a Mike Banks, Mills fonda nel 1992 la Axis Records, l’etichetta attraverso cui pubblica quasi tutto il proprio lavoro da allora e che ha rappresentato un punto di riferimento per il minimalismo techno e le sue derive più sperimentali, come raccontato in Jeff Mills e Axis Records, un viaggio lungo trent’anni. Non è solo un contenitore per la sua musica: negli anni Axis ha anche accolto altri artisti, come dimostra l’album di debutto di DVS1, segno di un’etichetta che continua a guardare avanti invece di vivere di rendita sul proprio passato. Il catalogo Axis, riconoscibile dalla sua grafica minimale in bianco e nero, resta ancora oggi un punto di riferimento estetico oltre che sonoro per chiunque si avvicini alla techno più radicale.
Oltre la techno: jazz, cinema e alta moda
Pochi artisti techno hanno saputo muoversi con la stessa disinvoltura al di fuori del proprio genere. Con il progetto The Paradox, insieme al tastierista Jean-Phi Dary, Mills ha portato la techno dentro alcuni dei palchi jazz più prestigiosi al mondo, dal Montreux Jazz Festival raccontato in questo nostro approfondimento a un dialogo più ampio tra le due tradizioni musicali di Detroit, esplorato in Jeff Mills e il jazz: una storia ambientata a Detroit. Il suo lavoro ha attraversato anche colonne sonore, installazioni e persino la moda, come nella collaborazione raccontata in Jeff Mills: il nuovo volto di JIL SANDER. Sono incursioni che raramente sembrano operazioni di immagine: il filo conduttore resta sempre lo stesso rigore concettuale che caratterizza la sua musica, applicato semplicemente a un medium diverso.
Lo spazio come ossessione
Fin dai tempi di dischi come “The Bells” e di serie come “Waveform Transmission”, l’immaginario di Mills è saturo di riferimenti allo spazio, ai viaggi interstellari e alla fantascienza. Non è un vezzo estetico ma una vera e propria filosofia, che l’artista ha spiegato in prima persona in Jeff Mills: “La techno è una navicella spaziale con nessuno alla guida”, una delle interviste in cui meglio racconta il proprio rapporto con il tempo, la tecnologia e l’ignoto. Non stupisce che negli anni il suo lavoro sia stato accostato più volte alla fantascienza colta, da Kubrick ad Asimov, con progetti audiovisivi pensati per planetari e osservatori astronomici invece che per i club.
Un’eredità ancora viva
A quasi quarant’anni dagli esordi, Mills continua a pubblicare, suonare e reinventarsi, senza mai smettere di guardare al proprio passato con lucidità critica: nel 2025 ha celebrato i trent’anni di uno dei suoi mix più iconici in Live at Liquid Room: 30 anni di techno pura, mentre progetti come la Axis Expressionist Series a firma Millsart dimostrano una capacità di sperimentazione che non accenna a diminuire. Tra date live in giro per il mondo, nuove uscite discografiche e progetti collaterali, resta una delle poche figure della sua generazione capaci di parlare tanto ai veterani della prima ora quanto a chi si avvicina alla techno oggi per la prima volta. Qui sotto trovate tutti gli articoli che Parkett ha dedicato a Jeff Mills.
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