Ben Klock è uno dei nomi più autorevoli della techno berlinese, indissolubilmente legato al Berghain, il club che più di ogni altro ha definito l’estetica sonora della capitale tedesca negli ultimi due decenni. Come dj resident dello storico locale, Klock ha costruito una reputazione fatta di set ipnotici e progressivi, capaci di costruire tensione per ore, mentre come produttore ha firmato alcuni dei brani più identificativi della techno contemporanea. La sua etichetta Klockworks e il sodalizio artistico con Marcel Dettmann completano il ritratto di un artista che ha saputo trasformare la disciplina del dancefloor in un linguaggio riconoscibile in tutto il mondo. In questa pagina raccogliamo tutto quello che Parkett ha scritto su Ben Klock nel corso degli anni.
Il sodalizio con Marcel Dettmann e l’eredità di Ostgut Ton
Il nome di Ben Klock è strettamente intrecciato a quello di Marcel Dettmann, suo compagno di tante notti al Berghain e protagonista insieme a lui di uno dei sodalizi più duraturi della techno berlinese: un legame che affonda le radici nell’esordio della coppia su Ostgut Ton, come raccontato da Parkett in 14 anni fa l’esordio di Dettmann e Klock su Ostgut Ton. Un rapporto artistico capace di riempire i club più importanti del mondo, come dimostrato dalla leggendaria maratona raccontata in Il Fabric di Londra e la maratona di Ben Klock e Marcel Dettmann.
Klockworks, l’etichetta che porta il suo nome
Oltre alla carriera da dj, Klock ha costruito nel tempo un catalogo discografico solido attraverso Klockworks, la label che porta il suo nome e che continua a rappresentare un punto di riferimento per la techno più rigorosa, come raccontato in La prossima stagione sarà segnata dalla Klockworks di Ben Klock. Un percorso discografico che Parkett ha provato a sintetizzare anche in Ben Klock in 10 tracce fondamentali, una selezione utile per orientarsi tra i brani più rappresentativi della sua produzione.
Oltre il dancefloor: progetti e sperimentazioni
La ricerca artistica di Klock non si è mai fermata al solo dj set: il progetto audiovisivo raccontato in Ben Klock va oltre la musica e il suono testimonia una volontà di esplorare linguaggi nuovi, tra suono e immagine, che va oltre la definizione classica di dj techno. Una versatilità confermata anche dalle sue parole in una delle interviste più intense pubblicate da Parkett, “La mia traccia preferita è…”, Ben Klock: intervista a cuore aperto su Parkett, dove l’artista tedesco si racconta senza filtri.
Le date italiane e la presenza nei club di casa nostra
Il legame di Klock con l’Italia è testimoniato da numerose date nei club più importanti della penisola, tra cui quella raccontata in L’atteso ritorno in Puglia di Ben Klock al Mandarino Club, ulteriore conferma di come l’artista berlinese resti una presenza ricorrente e attesa nella scena underground italiana. Qui sotto trovate tutti gli articoli che Parkett ha dedicato a Ben Klock.
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