Carl Cox è, semplicemente, “The Three Deck Wizard”: il DJ inglese che negli anni ’80 ha reso popolare il mix a tre piatti quando nessuno lo faceva ancora, trasformando una trovata tecnica in una firma personale che lo accompagna da oltre quarant’anni di carriera. Da Brighton ai palchi più importanti del mondo, Cox è una delle poche figure capaci di attraversare l’intera storia della dance music restando sempre credibile: dall’acid house britannica di fine anni ’80 alla techno più dura, fino all’house più giocosa, senza mai perdere il proprio pubblico né la propria energia sul palco. Il suo nome è indissolubilmente legato a Ibiza e allo Space, il club che ha reso leggendario e la cui chiusura, nel 2016, resta uno dei momenti più sentiti nella storia recente della club culture. In questa pagina raccogliamo tutto quello che Parkett ha scritto su di lui.
Lo Space Ibiza: una storia d’amore lunga vent’anni
Nessun club è associato al nome di Carl Cox quanto lo Space di Ibiza, dove ha tenuto una residency leggendaria fino alla chiusura del locale, raccontata da Parkett in Space Ibiza, i retroscena sulla chiusura e il suo futuro. L’addio, celebrato con la serie di party “Music Is Revolution: The Final Chapter” e raccontato in Carl Cox, addio allo Space Ibiza con Music Is Revolution: The Final Chapter, è stato uno dei momenti più commoventi della club culture recente, tanto da meritare anche un documentario dedicato, “Space Is The Place”. Il legame tra Cox e il club è così forte che negli anni successivi si è parlato più volte di un possibile ritorno, come raccontato in Carl Cox realizzerà un sogno: aprire un nuovo Space Ibiza.
Il ritorno a Ibiza e i nuovi capitoli
Ibiza, però, non ha mai smesso di essere casa per Carl Cox. Dopo gli anni allo Space, l’artista ha trovato nuovi spazi in cui portare la propria residency, tra cui l’ex Privilege raccontato in [UNVRS] Ibiza: il primo Hyperclub al mondo e il ritorno vero e proprio documentato in Il ritorno di Carl Cox a Ibiza targato [UNVRS]. È la dimostrazione di come l’isola e l’artista continuino a rinnovarsi insieme, capitolo dopo capitolo, senza che il legame originario con lo Space venga mai dimenticato dal pubblico né dallo stesso Cox.
Dai tre piatti all’Hybrid Live Show
Se il mix a tre piatti resta il marchio di fabbrica delle sue serate in cabina, negli ultimi anni Cox ha affiancato al DJ set un progetto live più sperimentale, raccontato in Carl Cox e il suo Hybrid Live Show: drum machine, synth e molto altro, in cui drum machine e synth analogici si intrecciano al mixer per una performance che va oltre il semplice mix di dischi. È un segnale di come, a distanza di decenni dagli esordi, Cox continui a cercare nuovi linguaggi per esprimere la propria musica, senza però mai rinnegare le proprie radici da DJ puro.
Uscite discografiche e palchi internazionali
Anche sul fronte discografico Cox resta attivo e sorprendente, con collaborazioni che spaziano dalla techno più pura a incontri inattesi, come quello con Perry Farrell raccontato in Carl Cox rilascia “Joya” con Perry Farrell, o il progetto a tre voci descritto in “Shake The Nation”: un inno alla libertà firmato Carl Cox, Eliza Rose e Riva Starr. Sul fronte live, Cox resta uno dei nomi più richiesti nei festival di tutto il mondo, dalle tappe europee fino a palchi come quello raccontato in Ultra Music Festival, Carl Cox e Maceo Plex i migliori del day 1: una conferma di una carriera che non accenna a rallentare. Qui sotto trovate tutti gli articoli che Parkett ha dedicato a Carl Cox.
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