Ricardo Villalobos è una delle figure più enigmatiche e influenti della musica elettronica contemporanea. Cileno di nascita e berlinese d’adozione, ha costruito nel corso di oltre due decenni un percorso artistico fuori da ogni schema, diventando il simbolo di una minimal techno colta, ipnotica e imprevedibile. Le sue produzioni, spesso costruite su durate fuori misura e percussioni labirintiche, hanno ridefinito il concetto stesso di dancefloor, mentre i suoi dj set leggendari, capaci di durare intere notti, hanno consacrato il suo nome tra i grandi maestri della scena. In questa pagina raccogliamo tutto quello che Parkett ha scritto su Ricardo Villalobos nel corso degli anni.
Alcachofa e i classici che hanno fatto scuola
Il debutto sulla lunga distanza di Villalobos, “Alcachofa”, resta uno degli album più influenti della storia della minimal techno: un lavoro che a vent’anni dalla sua uscita continua a essere celebrato, come raccontato da Parkett in “Alcachofa” di Ricardo Villalobos: 20 anni dopo. Da quell’album sono nate anche le due tracce più iconiche del suo repertorio, tornate protagoniste con una ristampa su vinile raccontata in “Dexter” ed “Easy Lee”, le tracce più famose di Villalobos, di nuovo su vinile, due brani che ancora oggi riassumono l’essenza del suo suono.
Collaborazioni e progetti paralleli
Oltre alla carriera solista, Villalobos ha sempre coltivato collaborazioni capaci di spingere la sua musica in territori nuovi. Il progetto Vilod, nato insieme a Max Loderbauer, è uno degli esempi più duraturi di questa attitudine sperimentale, come raccontato in Ricardo Villalobos e Max Loderbauer tornano insieme come Vilod. Un percorso fatto di incontri e reinvenzioni continue che Parkett ha ripercorso anche in Le dieci vite di Ricardo Villalobos, un viaggio tra i capitoli più significativi della sua carriera.
Dai club italiani ai grandi festival internazionali
Il legame di Villalobos con l’Italia è di lunga data, testimoniato da serate storiche come quella raccontata in Ricardo Villalobos al Tenax di Firenze. Ma il suo raggio d’azione resta globale: tra i palchi più prestigiosi che continua ad animare c’è anche il rinnovato Caprices Festival, come raccontato in Caprices Festival 2026: Ricardo Villalobos e Luciano per la nuova era di Gstaad, una conferma di come l’artista cileno-tedesco resti un punto di riferimento anche nelle line up più attuali.
Un’eredità ancora viva nella scena underground
A distanza di oltre vent’anni dai suoi esordi, Villalobos resta un riferimento costante per etichette e collettivi legati alla scena più sperimentale, come dimostra la sua presenza tra gli artisti celebrati in Dieci anni di Yoyaku con Villalobos e Raresh. Un catalogo sterminato di remix, EP e collaborazioni che Parkett ha provato a mettere in ordine anche in Ricardo Villalobos in 10 tracce fondamentali, una selezione utile per chi vuole avvicinarsi al suo mondo sonoro. Qui sotto trovate tutti gli articoli che Parkett ha dedicato a Ricardo Villalobos.
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