Maceo Plex, alias di Eric Estornel, è uno degli artisti più eclettici e riconoscibili della scena house e techno internazionale. Di origini cubano-americane, ha costruito negli anni un suono personalissimo capace di fondere house profonda, techno ed elettro in un mix difficile da incasellare in un solo genere. Fondatore dell’etichetta Ellum Audio, Maceo Plex ha saputo trasformare la propria versatilità in un marchio di fabbrica, muovendosi con naturalezza tra dancefloor underground e i palchi dei festival più importanti del mondo. In questa pagina raccogliamo tutto quello che Parkett ha scritto su Maceo Plex nel corso degli anni.
Una carriera fatta di versatilità e passione
Il percorso artistico di Eric Estornel è da sempre segnato dalla capacità di reinventarsi senza mai perdere la propria identità sonora, come raccontato da Parkett nel ritratto Maceo Plex: una storia di versatilità e passione, un viaggio attraverso una carriera che affonda le radici già nel decennio precedente, come testimoniato anche da Maceo Plex: Nice To Be mette paura, non solo ad Halloween.
Maetrik, l’alter ego più elettronico
Accanto al progetto principale, Maceo Plex porta avanti da anni anche l’alias Maetrik, un’identità che gli permette di esplorare sonorità più elettro ed sperimentali rispetto al suo sound abituale, come raccontato da Parkett in Il ritorno di Maceo Plex sotto l’alias Maetrik, un progetto che negli anni ha continuato a convivere e ad arricchire la sua produzione principale.
Collaborazioni e remix che attraversano i generi
Maceo Plex non si è mai limitato ai confini della club music, costruendo negli anni collaborazioni capaci di superare i generi, come quella raccontata da Parkett in Maceo Plex e Mathew Jonson remixano l’ultima fatica di Rone, un incontro tra mondi sonori diversi che conferma la sua capacità di dialogare con artisti di provenienze molto differenti.
Dai club ai grandi festival open-air
Ancora oggi Maceo Plex resta una presenza fissa nei cartelloni dei festival più importanti della scena elettronica internazionale, come conferma la sua partecipazione raccontata in Kiesgrube celebra tre decenni di puro open-air con Dixon, Jamie Jones e Maceo Plex. Una conferma di come, a distanza di oltre vent’anni dagli esordi, Maceo Plex continui a essere uno degli artisti più capaci di attraversare i generi senza mai perdere la propria identità sonora. Qui sotto trovate tutti gli articoli che Parkett ha dedicato a Maceo Plex.
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