Poche figure hanno plasmato l’estetica della techno minimale quanto Richie Hawtin. Canadese di Windsor, città di confine praticamente attaccata a Detroit, Hawtin cresce a cavallo tra le due sponde del fiume che le separa, assorbendo da vicino la lezione dei pionieri della Motor City e trasformandola in qualcosa di proprio: un suono più scarno, ipnotico, costruito su loop minimi e dettagli quasi impercettibili. Da lì in avanti la sua carriera si è mossa su più fronti insieme, quello musicale, quello tecnologico e, negli ultimi anni, anche quello accademico e istituzionale, senza mai perdere una coerenza di fondo. In questa pagina raccogliamo gli articoli che Parkett ha dedicato a Richie Hawtin: dischi, alias, progetti live e incursioni fuori dalla techno.
Plus 8 e gli esordi tra Windsor e Detroit
Nel 1990 Hawtin fonda insieme a John Acquaviva la Plus 8 Records, l’etichetta che diventa il primo grande veicolo del suo suono e di un’intera generazione di producer nordamericani. È un progetto nato quasi per necessità, per pubblicare musica che altrove non trovava spazio, e che finisce per definire uno stile riconoscibile in tutto il mondo, come racconta +8138: una nuova compilation sulla Plus 8 di Richie Hawtin, dedicata proprio al catalogo storico dell’etichetta. Sono gli anni in cui Hawtin comincia anche a moltiplicare i propri alias – Hawtin, F.U.S.E., Circuit Breaker – ognuno con un proprio linguaggio sonoro, in un momento in cui la techno nordamericana stava ancora cercando una propria identità distinta da quella europea.
Plastikman: l’alter ego che ha ridefinito il minimalismo
Se c’è un progetto con cui il nome di Hawtin si è fuso quasi del tutto, è Plastikman. Nato all’inizio degli anni ’90, l’alias diventa il veicolo per la sua ricerca più estrema sul minimalismo: dischi come “Sheet One” o “Consumed” spogliano la techno fino all’osso, lasciando spazio a silenzi, texture e groove ipnotici che influenzano ancora oggi intere generazioni di producer. L’importanza culturale del progetto è raccontata anche in Arriva il film su Plastikman, celebre alias di Richie Hawtin, un documentario che ne ripercorre la storia e l’impatto, confermando quanto Plastikman non sia stato solo un chapter della carriera di Hawtin ma un vero e proprio punto di riferimento per l’intero filone minimale.
CLOSE e PLAYdifferently: la tecnologia come strumento creativo
Con il tempo Hawtin ha spostato parte della propria ricerca dal disco alla performance dal vivo e allo strumento stesso. Il progetto CLOSE, presentato in CLOSE, Richie Hawtin semina indizi sul suo nuovo progetto e approfondito in un video in cui lo stesso Hawtin lo racconta, unisce musica e visual in un’unica esperienza audiovisiva, portata poi in giro per il mondo come raccontato in Richie Hawtin chiude il suo live tour con l’ultimo CLOSE del 2019 e in Richie Hawtin presenta l’album “Close Combined”. Parallelamente, con il marchio PLAYdifferently Hawtin ha messo la propria esperienza al servizio del mixer MODEL 1, presentato al Sónar+D e raccontato in PLAYdifferently MODEL 1: il nuovo mixer di Richie Hawtin, poi arrivato fino a una versione a dieci canali: un dispositivo pensato per restituire ai DJ un controllo più diretto e “analogico” sul mix, in controtendenza rispetto all’automazione crescente del software.
Oltre i club: advocacy, accademia e nuove frontiere
Negli ultimi anni Hawtin ha allargato il proprio raggio d’azione ben oltre la console. Sul fronte dei diritti degli artisti si è speso a lungo per un sistema di royalty più equo, come raccontato in Richie Hawtin e la rivoluzione delle royalty: Get Played Get Paid, mentre sul versante accademico ha tenuto lezioni universitarie sulla musica elettronica, documentate in Richie Hawtin ha tenuto una lezione universitaria di musica elettronica, e ha istituito una borsa di studio a proprio nome per la ricerca sul dottorato, come spiegato in Richie Hawtin annuncia una borsa di studio per il dottorato di ricerca sulla musica elettronica. Non sono mancate infine le incursioni fuori dal mondo della musica elettronica in senso stretto, dalla moda con Prada Extends by Richie Hawtin alla tecnologia indossabile con le cuffie AIAIAI, fino al progetto sul metaverso musicale raccontato in Deadmau5 e Richie Hawtin insieme per PIXELYNX. Il filo che lega tutto resta lo stesso di sempre: un interesse genuino per il modo in cui la tecnologia ridisegna l’esperienza della musica, dentro e fuori dal club, con ritorni ai luoghi simbolo della sua storia raccontati anche in Richie Hawtin tra presente e passato: dal ritorno al Berghain a CLOSE. Qui sotto trovate tutti gli articoli che Parkett ha dedicato a Richie Hawtin.
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